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Metodo mafioso ed estorsione per il controllo del mercato degli ambulanti: nove arresti in Fvg e Veneto, fra loro il presidente dell’Ascom di Bibione

TRIESTE. Sono nove le misure di custodia cautelare in carcere in corso di esecuzione, mercoledì 15 settembre, tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, nell’ambito dell’operazione condotta dal personale della Direzione investigativa antimafia e dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria di Trieste, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Trieste, su una serie di episodi di presunta estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di commercianti ambulanti che partecipano alla manifestazione fieristica estiva “I giovedì del Lido del sole” di Bibione.

Otto degli arrestati provengono dalla Campania, ma sono residenti a Nordest, mentre l’unico originario del luogo è Giuseppe Morsanuto, che risiede a San Michele al Tagliamento ed è l’attuale presidente dell’Ascom di Bibione.

Estorsione e metodi mafiosi, nove arresti tra Friuli Venezia Giulia e Veneto

Le perquisizioni stanno interessando le abitazioni, i negozi e alcuni magazzini di proprietà o riconducibili agli indagati e sparsi tra Lignano, Latisana, Pordenone, Sesto al Reghena, Portogruaro e, appunto, Bibione.

L’obiettivo delle condotte intimidatorie contestate agli indagati, a quanto si apprende dalle prime informazioni diffuse dagli investigatori, sarebbe stato quello di ottenere un diretto controllo delle attività commerciali e condizionare così il libero mercato e lo sviluppo economico e sociale della località turistica.

Per farlo, il gruppo di commercianti – di cui almeno uno contiguo ad ambienti della camorra – non avrebbe esitato a minacciare gli altri ambulanti autorizzati a partecipare alla fiera settimanale di Bibione.

Manifestazione dalla quale, nel 2020, erano stati estromessi, per non avere pagato le quote all’associazione che la organizza. Da qui, la violenta reazione e la serie di episodi che gli investigatori hanno documentato attraverso pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali.

In un’occasione, per esempio, alcuni degli indagati avrebbero adoperato un camion per bloccare l’accesso al mercato e impedire così agli ambulanti di allestire i propri stand. E a quelli che, nonostante le minacce, avevano continuato a lavorare alla fiera, avrebbero continuato a presentarsi davanti alla bancarella mostrando il pugno sulla mano aperta.

«Particolarmente significativi - sottolinea la Dia - alcuni episodi in cui sono state organizzate spedizioni punitive con armi nei confronti di chi non sottostava all’egemonia imposta dal capo del gruppo criminale anche in altre manifestazioni fieristiche del litorale friulano-veneto». Le indagini sono coordinate dal pm distrettuale Massimo De Bortoli.

«Il mio ringraziamento alla Dia, alla Guardia di finanza ed alla Dda di Trieste per l'operazione che ha visto decine di arresti per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel Veneto orientale e nel Friuli Venezia Giulia». Lo dice il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, dopo gli arresti scattati a Trieste.

«Infiltrazioni di camorra in un territorio che si pensava immune e proprio questa convinzione di impermeabilità a certi fenomeni è il grave errore di chi si reputa invulnerabile - aggiunge - Non solo quindi infiltrazione economica, quella silente, ma anche quella della violenza diretta».

«Plaudo alle forze dell'ordine e alla magistratura, ma è necessario sollecitare l'attenzione e la sensibilità dei cittadini, degli operatori economici a denunciare, a porre subito un argine a queste degenerazioni mafiose.

Trieste e il Friuli che sembrano così lontani dai territori tipicamente investiti da fenomeni criminali - conclude - dimostrano come l'attenzione della politica non deve mai venire meno né illudersi per ipotetiche zone di immunità. La commissione Antimafia potrebbe pianificare una prossima missione a Trieste proprio per indagare a fondo quanto sta succedendo e dare un segno concreto di presenza e vicinanza alla società civile sana e onesta che non piega la testa».

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