La grande festa delle Frecce tricolori a Rivolto, il comandante Lant prepara la pattuglia: «Questo evento sarà un simbolo della rinascita»

RIVOLTO. Competenza, equilibrio, condivisione, sinergia d’intenti, d’impegno, di forze hanno volato con la Pan in una storia lunga 60 anni. Valori chiamati a disegnare traiettorie mozzafiato nel cielo di Rivolto per la celebrazione dell’anniversario, con la partecipazione delle più alte cariche dello Stato.

A raccontarci cosa ci sia nella scia del tricolore che sfreccia nella storia dell’aviazione italiana è Marco Lant, ex comandante friulano della Pan, nato a Udine nel ’71, originario di Bertiolo. Ha partecipato al conflitto nei Balcani (fine anni ’90), nelle Frecce dal 2000, diventa capo-formazione e, dopo più di 250 manifestazioni, comandante della Pan nel periodo 2010-2012. Tra i numerosi e importanti incarichi, nel 2020 è al comando della Missione bilaterale italiana di supporto. Oggi vicecapo del 3° reparto Pianificazione dello strumento aerospaziale.

Le Frecce, squarciando il cielo col tricolore, cosa simboleggiano?

«Sono una vetrina su un mondo, la parte accessibile di una realtà complessa, una finestra sull’Aeronautica militare. Aprono lo sguardo su tante competenze e professionalità delle forze armate che, nella coesione, hanno dato grandi dimostrazioni di capacità. Ricordo il recente ed enorme sforzo per l’operazione Aquila Omnia che ha visto l’evacuazione da Kabul di qualche migliaio di afgani con dedizione di tutto il comparto della Difesa. Ci contraddistingue la capacità di lavorare in squadra, insieme, uniti, compatti, e anche l’equilibrio, la consapevolezza, l’attitudine alla collaborazione e all’ascolto per un obiettivo comune. L’evento per l’anniversario è un’occasione di condivisione di valori e passione ed è anche una simbolica rinascita che vede unite forze armate e dell’ordine, istituzioni, prefettura, protezione civile».

La storia della Pan è ancorata alla regione e lei è il “comandante friulano”. Un legame importante?

«È un legame indissolubile. I 60 anni della Pan sono 60 anni di connubio con il Fvg. È nata a Rivolto e il territorio regionale è stato culla delle origini e sperimentazioni della forza armata che ha il 1° Stormo negli anni ’20 a Campoformido».

La pandemia ha diffuso la paura. Vola con voi? Come si gestisce?

«Si configura come un rischio, in fondo insito in ogni attività, che più è complessa e più richiede competenze. L’importante è avere ben chiari i parametri, saperli mitigare e affrontare orchestrando insieme addestramento, conoscenza, un mezzo affidabile, ottimi tecnici, controllori, personale professionale e appassionato».

Ha all’attivo più di 4.000 ore di volo. Ricorda il primo in solitaria?

«Ricordo la soggezione e il fascino per il volo che mi ha attratto fin da bambino. Il primo volo non si scorda mai! A Campoformido, nell’89, grazie a una borsa di studio vinta con l’Istituto Malignani di Udine. Atterrai dopo un addestramento con l’istruttore. Quando stavo per spegnere l’aeroplano mi fermò la mano, mi disse di farmi un giro da solo e scese. Decollai felicissimo, ma poi, una volta in volo, mi resi conto che dovevo anche atterrare. Un’emozione vera che è diventata passione».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Ffp2, la prova in laboratorio: ecco come riconoscere le mascherine di qualità

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi