Arrivano anche da Umbria e Veneto, ecco il popolo delle Frecce

RIVOLTO. Sono arrivati da ogni parte d’Italia per godersi lo spettacolo dei 60 anni delle Frecce Tricolori. Hanno macinato chilometri, si sono svegliati all’alba, hanno sopportato le code agli ingressi, sono rimasti per ore seduti sotto il sole sul prato della base di Rivolto. Tutto questo in nome di una passione comune: quella per la Pattuglia acrobatica nazionale.

«Vengo da Gorizia e le Frecce le avevo già viste alla Barcolana, al cinquantesimo. Mi sono piaciute molto e per questo sono qui – racconta Sara Fratoni -. Mi sono alzata presto e ho fatto qualche coda all’ingresso, ma è tutto sopportabile per poter vedere questo spettacolo. Ho trovato un’organizzazione davvero impeccabile, complimenti a tutti».

Sono le 13. Sui cieli sopra Rivolto comincia lo spettacolo, con un grande Tricolore portato in volo da un elicottero dell’Aeronautica Militare. «Arriviamo da Trieste – aggiunge Alessandro Mariola -. Abbiamo visto altre esibizioni delle Frecce, ma è la prima volta che veniamo a un Air Show. Devo dire che l’organizzazione è davvero perfetta, nonostante tutte le difficoltà legate alla pandemia. Mai visto nulla del genere». Una giornata da trascorrere insieme alla famiglia: «Abbiamo l’appassionato in casa, di sette anni, patito di Frecce Tricolori, che vuole fare il pilota», prosegue.

La maggior parte degli spettatori che prende posto sulle sedie predisposte accanto alla pista ha indosso la maglietta o il cappellino della Pan. «Siamo dell’Umbria, da tanto tempo seguiamo la Pattuglia acrobatica nazionale – ammette con orgoglio Filippo Gambuti –. Devo dire che rispetto agli altri eventi a Rivolto, con l’obbligo del distanziamento, si può stare più larghi e più comodi, e non ammassati come sardine». Gambuti si fermerà in Friuli tre giorni, dando dimostrazione di come le Frecce Tricolori riescano anche a movimentare i flussi turistici.

«L’organizzazione è molto ben curata, è già la terza volta che veniamo, ma quest’anno è speciale. Si tratta di un ritorno alla normalità – afferma Daniele Pilotto da Padova –. Valeva la pena essere qui: è una giornata guadagnata».

Giancarlo Biscaro è arrivato a Rivolto dalla provincia di Treviso. Era già stato alla base per il cinquantesimo e il cinquantacinquesimo. «Peccato che l’Air Show abbia una cadenza di cinque anni, o di sei come questa volta. Sarebbe bello vedere uno spettacolo del genere ogni anno».

Chi è un’appassionato vera è Irene Tomizioli, arrivata da Verona: «Ci abbiamo messo un po’ di più a entrare rispetto alle altre volte, ma è normale visto il controllo del Green pass. Poi però, sulle sedie, ci si può godere al meglio lo spettacolo. Cerchiamo sempre di esserci. L’emozione e l’orgoglio sono soprattutto per le Frecce Tricolori, ma è bello anche vedere le altre pattuglie ospiti».

Le ore passano e l’attesa cresce: tutti aspettano le 18, quando i protagonisti saranno i piloti della Pan.

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