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Future mamme positive: a Pordenone c’è l’area per partorire in sicurezza

L'ingresso del reparto Covid dell'ostetricia e ginecologia di Pordenone

Il primario Pirrone: «Era necessario avere percorsi separati per le donne incinte». Aperta dal 2020, la struttura resterà operativa fino al termine della pandemia

PORDENONE. All’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone dall’inizio della pandemia è operativa un’ala nel reparto di ostetricia e ginecologia dedicata alle gravide e alle partorienti positive al coronavirus. Si tratta di un “mini-reparto Covid” con tanto di sale parto, separato dal principale, per svolgere l’attività in assoluta sicurezza.

All’inizio della pandemia, nel marzo del 2020, all’ospedale pordenonese ci si era posto il problema delle donne gravide o pronte al parto che fossero positive.


Era assolutamente necessario separarle da tutto il resto del reparto, ma allo stesso tempo anche garantire le cure e i servizi che vengono riservati alle donne incinte e alle neo-mamme.

Così è nata l’idea di creare un “mini-reparto” riservato alle pazienti positive. «La struttura – afferma il primario di Ostetricia e ginecologia del Santa Maria degli Angeli Francesco Pirrone – è nata durante il primo lockdown dalla necessità di creare percorsi separati per le gravide che dovevano afferire al reparto e quelle affette da Covid».

I locali sono stati subito individuati: quelli della ex procreazione medicalmente assistita, lasciata libera dopo il trasferimento a Sacile del servizio nel 2019, e non ancora destinati ad altre attività. Un’ala a sè, che ha consentito una separazione netta dal reparto.

«Avendo la disponibilità di questi spazi – prosegue Pirrone – abbiamo creato la struttura, seguendo tutte le procedure che ci erano state indicate dalla direzione medica».

C’è la stanza per la vestizione e la svestizione, lo spazio dove deporre gli indumenti, sono state allestite due sale parto, due camere di degenza, un ambulatorio per visitare le pazienti e una stanza per i monitoraggi. È riservato alle donne positive. In caso di necessità viene destinato a questo reparto il personale della ostetricia e ginecologia che opera seguendo i protocolli per i pazienti Covid.

La struttura viene utilizzata anche per gravide e partorienti positive seguite dall’ospedale di San Vito al Tagliamento (dove è stato allestito uno spazio per i casi che non possono essere trasferiti) e dal policlinico San Giorgio di Pordenone.

Il protocollo prevede che nel caso di donne positive, ma senza sintomi, queste rimangano all’ospedale di Pordenone. Nel caso, invece, di sintomi vengono inviate agli ospedali di Udine e di Trieste.

In questi mesi ci sono stati alcuni casi di pazienti inviate al Burlo Garofolo di Trieste. Chi non ha problemi, invece, rimane a Pordenone e partorisce nel mini reparto dove sono nati diversi bambini.

La struttura conta ormai su un anno e mezzo di attività circa: «Tuttora è mantenuta – conclude il primario – e lo sarà fino anche non sarà cessata la necessità legata al Covid-19». 

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