Variante al tracciato ferroviario: i candidati sindaco a Latisana bocciano il progetto

Angelo Valvason, Lanfranco Sette e Gianluca Galasso

Valvason, Sette e Galasso pronti a fermare la proposta avanzata da Rfi. A sottoporre il tema agli aspiranti sindaci il comitato che ha raccolto 3 mila firme

LATISANA. È un “no” unanime alla variante ferroviaria proposta da Rfi quello dei tre candidati sindaci di Latisana. Angelo Valvason (Futuro Comune, Alleanza per Latisana, Uniti per Latisana, Vivere Latisana), Lanfranco Sette (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Progetto Latisana) e Gianluca Galasso (Latus Anniae) respingono con fermezza l'attuale ipotesi che prevedrebbe lo spostamento del tracciato ferroviario – della linea Venezia-Trieste – più a Nord rispetto a quello esistente.

Uno sfregio ambientale e un danno economico e sociale: sarebbero queste, in sintesi, le conseguenze della proposta avanzata dalla Rete ferroviaria italiana. In vista delle amministrative, a sollecitare i tre – con una lettera – nel palesare la propria posizione a riguardo è stato il comitato “Difendere Latisana” che, nato a maggio 2020 con una trentina di affiliati, ha già raccolto oltre 3 mila firme.

L’obiettivo? “Contrastare il progetto della variante ferroviaria con un'azione d’informazione rivolta alla comunità, alla politica locale, regionale e nazionale sulle devastanti ricadute dell’opera sul territorio, sull’inutilità della stessa e sullo spreco di risorse pubbliche – spiega il presidente Claudio Ottogalli –. Dal nuovo sindaco e maggioranza i cittadini si aspettano non solo di vedere confermate le posizioni assunte dall’amministrazione uscente, ma anche che le stesse siano rafforzate con ulteriori approfondimenti di esperti che motivino e rafforzino la contrarietà all’opera».

«La variante, oltre a non essere sostenibile dal punto di vista paesaggistico e ambientale, stravolgerebbe la pianificazione urbanistica della città – afferma Valvason –: nell’area che Rfi vorrebbe che il tracciato venisse spostato abbiamo progettato di realizzare la “Cittadella dello sport”, opera finanziata con più di un milione di euro. Non vogliamo progetti calati dall’alto e affideremo l’incarico a un professionista per avere una posizione tecnicamente sostenibile».

Il meloniano Sette, che tramite la Regione ha preso contatti con il commissario incaricato dell’opera Vincenzo Macello, prosegue: «La proposta di variante considera solo l’aspetto dei tempi di percorrenza, trascurando il contesto territoriale.

Se si considera, però, l’intervento dal punto di vista urbanistico e sociale i danni arrecati a Latisana sarebbero enormi. Il comune verrebbe “chiuso” in un triangolo: il sedimento ferroviario attuale, quello nuovo e il Tagliamento, causando uno scempio ambientale e territoriale, danni socio-economici e aumentando il rischio idrogeologico».

Rischio concreto messo in luce anche da Galasso, che conclude: «Mi dico contrario all’opera perché cambierebbe il volto di Latisana senza restituirle nulla: Rfi non ha ancora parlato di compensazioni, non c’è un reale riscontro positivo per il territorio e noi dobbiamo pensare ai latisanesi. La variante comporterebbe conseguenze devastanti per la viabilità e, con la realizzazione di un nuovo ponte sul fiume, aumenterebbe il rischio idrogeologico».

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