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Sbanda e muore a 43 anni per evitare un capriolo, gli amici: “Filippo ha lottato tanto per ottenere quello che desiderava”

Il padre e uno dei due fratelli della vittima, originaria di Alcamo, hanno raggiunto il Friuli poco dopo aver appreso della tragedia

ATTIMIS. Saranno portate in Sicilia, non appena sarà rilasciato il nullaosta, le spoglie di Filippo Di Leonardo, l’operaio specializzato 43enne rimasto ucciso in un incidente provocato nella serata di domenica, in Comune di Attimis, dall’improvvisa comparsa di un capriolo sulla carreggiata.

Il padre e uno dei due fratelli della vittima, originaria di Alcamo, hanno raggiunto il Friuli poco dopo aver appreso della tragedia: la salma è stata composta nella cappella mortuaria dell’ospedale di Cividale, in attesa – appunto – dell’autorizzazione al trasferimento di Di Leonardo nella città natale, dove risiede la famiglia.

È là che saranno celebrati i funerali, in data ancora da definire, e che sarà sepolto il 43enne, che aveva lasciato la propria terra giovanissimo – aveva soltanto 18 anni – per cercare lavoro al nord.

E ad Attimis, dove l’uomo viveva, è forte la commozione per la drammatica e prematura fine di una persona stimata e benvoluta tanto in ambito professionale – da una ventina d’anni era dipendente dell’impresa edile Minozzi di Povoletto, che oggi rimarrà chiusa per lutto – quanto nella comunità in cui aveva scelto di stabilirsi, riuscendo, con il frutto del suo impegno, anche a comprarsi una casa.

Per trovare un impiego e dunque una stabilità economica che gli consentisse di perseguire gli obiettivi che si era prefissato, Filippo Di Leonardo non aveva esitato, al raggiungimento della maggiore età, a staccarsi dalla famiglia e dalla Sicilia per trasferirsi in Friuli, dove non aveva alcun punto d’appoggio.

«All’inizio – testimonia un collega e amico, Luca Andrioli – era stata dura: nel primo periodo c’erano addirittura stati giorni in cui aveva dormito in macchina, come lui stesso mi ha raccontato. Con un encomiabile spirito di sacrificio e tanta voglia di fare Filippo era riuscito, via via, a ottenere i risultati che desiderava», aggiunge, lasciando intendere che la storia di Di Leonardo – il quale era esperto in molti settori: muratore e carpentiere, aveva anche le qualifiche di gruista e ponteggiatore e padroneggiava perfettamente l’uso dell’escavatore – rappresenta un raro esempio di coraggio e di determinazione a far valere le proprie capacità.

Doti, queste, sulle quali ha posto l’accento pure il datore di lavoro dell’operaio specializzato, Massimo Minozzi, anch’egli legato al 43enne da rapporti di amicizia.

Mercoledì 29 settembre, alle 18, nella chiesa di Attimis verrà celebrata una messa di suffragio.

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