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A Sacile entra in vigore la tassa per i defunti: ogni famiglia dovrà pagare per le salme ospitate nella camera ardente

L’Asfo applica una delibera approvata dalla giunta Tondo. Ogni salma ospitata nella camera ardente ha un costo

SACILE. Tassa sulla salma all’obitorio: l’Azienda sanitaria ha spedito una “bolletta” al Comune di Sacile di 28.060 euro. È questo il costo di 244 salme ospitate nella camera ardente in via Ettoreo, cioè 115 euro per ogni defunto in attesa di funerale.

«Rendiconto del deposito delle salme nel periodo 2015-2021 in applicazione della Legge regionale 12 del 2012». Il comunicato dell’Asfo al Comune liventino è asettico e preciso. «I depositi di salme delle persone decedute – recita il comunicato datato 7 luglio 2021 – non è soggetto a Iva per gli enti locali».


«La tassa sul morto è un “capolavoro” della Regione e dell’ex giunta Tondo: una vergogna». Egidio Santin con il comitato ospedale Sacile-AltoLivenza tuona contro la tassa sulla salma. «Un’altra tegola sui bilanci comunali a Sacile, Caneva, Fontanafredda, Brugnera e altri – va avanti Santin –. Il problema è sulla ricaduta che avrà nelle tasche dei contribuenti: alla fine a “tassa sui morti” sarà pagata dai cittadini nella fiscalità locale. Grazie Regione e grazie Azienda sanitaria».

I numeri nella cintura periferica che fa convergere le salme nella camera arente a Sacile: 94 salme per il Comune di Caneva con il ticket da versare all’Asfo di 10.810 euro, 75 salme in carico al Comune di Brugnera che ha un onere di 8.625 euro. Il ticket che paga Fontanafredda è pari a 9.430 euro per 82 salme. Nell’obitorio di Maniago si raggiunge il record: 274 salme sono state accolte in attesa del rito funebre e la spesa in carico al Comune tocca il tetto di 31.510 euro.

«Il sindaco di Sacile e tutti gli altri possono protestare per questa novità della tassa sui morti in attesa di sepoltura – incalza Santin –. Dovrebbero farsi sentire per difendere da un aggravio fiscale i propri cittadini: eppure, l’incontro dei sindaci con l’Asfo, circa due mesi fa, non ha alzato proteste pubbliche».

I costi sono nei bilanci. «La permanenza dei propri cari defunti nelle camere mortuarie a Sacile, Maniago, Spilimbergo, Pordenone costa cara – conclude –. Il puro spirito del business non si ferma di fronte alla sacralità della morte». Il servizio di accoglienza delle salme è infatti una funzione che per legge è di competenza dei Comuni e non rientra nei compiti istituzionali dell’Azienda sanitaria. I Comuni che non dispongono di una propria camera mortuaria si appoggiano soprattutto a quella di Sacile e Maniago. 

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