Il campo da calcio sintetico l’ultimo regalo di don Paolo

I lavori termineranno la prossima settimana. Il centro parrocchiale ora è completo Dal 7 novembre monsignor Nutarelli sarà a Grado: «Ma qui mi sento a casa»

Matteo Femia / Cormons

Un nuovo terreno sintetico in cui la parrocchia ha investito 70 mila euro e i cui lavori termineranno la prossima settimana. Sarà questo l’ultimo regalo che il parroco, monsignor Paolo Nutarelli, farà alla sua Cormons prima di congedarsi dopo 17 anni (di cui gli ultimi 11 alla guida della comunità parrocchiale): il suo futuro infatti si chiama Grado, dove prenderà servizio come arciprete al posto di monsignor Michele Centomo. Sarà quindi un ritorno a casa per Nutarelli, originario proprio dell’isola. «Ma dopo 17 anni si può dire che per me “casa” sia anche Cormons», sottolinea.


Non sarà facile per lui staccarsi da una comunità a cui ha voluto bene, pienamente ricambiato. Ma è tempo di saluti e di bilanci, e per farlo partiamo proprio dalla fine: la riqualificazione del campo di calcio sintetico della parrocchia è in atto da una quindicina di giorni. I lavori, partiti a fine agosto, saranno consegnati la prossima settimana. «Sicuramente ci sarò ancora per l’inaugurazione», sorride don Nutarelli. Guardando invece indietro, “Donpi” analizza le cose in questo modo: «Cos’è cambiato da quando sono arrivato? Difficile dirlo, la comunità parrocchiale, che comprende anche Borgnano, Brazzano e Dolegna, è molto grande e forte: ha saputo evolversi nel tempo, siamo cresciuti insieme. Se ho dato qualcosa è comunque meno del tanto, tantissimo, che ho ricevuto qui da tutti».

Non sono giorni qualunque questi per don Paolo: «Tre giorni fa era l’anniversario della mia nomina come parroco a Cormons, avvenuta 11 anni fa, mentre il 3 ottobre saranno 17 anni che sono di servizio qui. Quando sono arrivato, con don Sergio Ambrosi ci siamo detti: la comunità c’era, c’è e ci sarà, mentre il prete semplicemente la affianca. È stato così: si cammina insieme con i fedeli, cercando di cogliere il presente ed attualizzare la fede». E a proposito di contemporaneità, questi sono stati gli anni della digitalizzazione della parrocchia, una delle più all’avanguardia nella Diocesi sotto questo profilo. «Abbiamo cercato di essere presenti in tutti i modi possibili – aggiunge –. Il sito internet parrocchiale è stato uno di questi: basti pensare a quanto i collegamenti internet abbiano aiutato a vivere la fede con le messe online durante la pandemia, con persone che si connettevano da ogni angolo del mondo. Tuttora celebriamo in streaming, dando così la possibilità a parenti lontani di assistere a cerimonie a cui non potrebbero essere presenti. Il portale chiesacormons.it ormai viaggia da solo grazie al lavoro di dieci persone, uno staff splendido». Ci sono però anche dei momenti da ricordare. «Quando abbiamo accolto, correva l’anno 2014, i ragazzi delle scuole negli spazi del ricreatorio a causa dei necessari lavori all’istituto dopo l’improvvisa caduta di un intonaco. Ci fu piena condivisione di idee con istituzioni e famiglie, fu fatto un grande lavoro». Don Nutarelli poi sottolinea: «In questi anni abbiamo sempre cercato di mettere la famiglia al centro del nostro mondo. Come ripeto sempre: la comunità è famiglia di famiglie. Abbiamo lavorato affinché la parrocchia fosse un luogo accogliente e il Grest, creatura che 17 anni fa non c’era, così come tutti gli investimenti fatti, è una testimonianza concreta. Oggi il ricreatorio è un’area in cui i giovani e le associazioni sono di casa».

Un ultimo pensiero viene rivolto a chi lo ha affiancato per tanto tempo. “Un grazie doveroso va alle Suore della Provvidenza. Il momento più duro? L’anno scorso quando è mancato improvvisamente don Fausto Furlanut, una figura fondamentale per tutti» . —

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