Servizio scuolabus sospeso: si cerca l’alternativa a Tundo

UDINE

Campoformido, Basiliano, Codroipo e Mereto di Tomba sono i primi Comuni che hanno formalizzato la sospensione del contratto per il servizio di trasporto scolastico con la pugliese Tundo. Amministrazioni che hanno già inviato alla società una diffida ad adempiere con clausola risolutiva espressa (la data del protocollo indica il 23 settembre) e lo stesso stanno facendo altre municipalità coinvolte nella vicenda quali Cassacco, Tarcento, Treppo Grande, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Pocenia, Muzzana del Turgnano.


«Stiamo aspettando che i Comuni ci formalizzino le diffide – afferma l’assessore regionale al patrimonio, Sebastiano Callari –. Se, come pensiamo, raggiungeremo un numero molto elevato di municipalità, potremo procedere con la risoluzione del contratto quadro con la Tundo. Oltre a questo stiamo studiando come sostenere in maniera diretta le maggiori spese che i Comuni saranno costretti a sostenere per affidare il servizio del trasporto scolastico. In proposito, metteremo a disposizione 1,5 milioni di euro in sede di assestamento di bilancio».

Trovare un’alternativa a Tundo a scuola già iniziata non è un’impresa semplice, ma anche in questo caso la Regione sta facendo la sua parte: «Lavoriamo 24 ore al giorno per far sì che il sistema del trasporto regionale si metta a disposizione attraverso le aziende di Tpl Fvg, coinvolgendo categorie come Confartigianato – rileva Callari –. I primi risultati li stiamo avendo nell’Isontino e nel Pordenonese. Più complicata la situazione nel Friuli centrale e nel Tarcentino, dove la necessità di raggiungere piccole località di montagna rende necessario trovare più mezzi e autisti. Credo però che la prossima settimana, contando anche sull’apporto del Noleggio con conducente, la situazione sarà risolta».

Parole accolte con favore dai sindaci, da Fabio Marchetti a Erika Furlani fino a Claudio Violino. «Condividiamo la linea della Regione – sostengono –, a cui abbiamo chiesto non solo di guidare l’azione dei Comuni contro la società inadempiente, ma pure di supportarci nella ricerca dei mezzi di trasporto alternativi. Non tutti i Comuni sono strutturati per riuscire a fare da soli». E dopo la rescissione del contratto, la richiesta dei danni. —



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