Elezioni comunali, così la tornata in due giorni rallenta la corsa ai seggi: urne aperte dalle 7 alle 15

UDINE. Nessuna rincorsa ai seggi, nei 38 Municipi del Friuli Venezia Giulia chiamati a eleggere il proprio sindaco e a rinnovare i rispettivi Consigli comunali. Sarà stato per il fatto che in questa tornata, con l’obiettivo di diluire le presenze ed evitare assembramenti, si vota in due giorni e non soltanto la domenica – come accaduto cinque anni fa –, oppure per la giornata tipicamente estiva di ieri in gran parte della regione, ma resta il fatto che il dato finale, alle 23, si è fermato sotto il 40% contro il 56,6% del 2016. E se oggi i cittadini che non hanno ancora esercitato il loro diritto al voto, nei Comuni coinvolti da questa tornata, potranno farlo dalle 7 alle 15, appena terminata la seconda giornata di elezioni si procederà allo spoglio a partire dai candidati sindaco seguiti da quelli alla carica di consigliere comunale.
 

La prima giornata di voto

La domenica elettorale, come detto, è andata in archivio con un’affluenza complessiva inferiore al 40% registrato alle 23. Un trend, ovviamente, in crescita rispetto sia alla rilevazione di mezzogiorno – 13,1% – sia delle 19 – 32,7% – stando ai numeri comunicati dalla Regione. Cinque anni fa, ma lo ribadiamo si votava in giornata singola e per di più le elezioni erano fissate al 5 giugno e non in questa particolarissima finestra autunnale, si raggiunse invece il 56,6% con, tuttavia, differenze notevoli tra le due principali città al voto e cioè Pordenone (dove si toccò il 62,4%) e Trieste (ferma al 53,4%). L’unico vero confronto sui due giorni, invece, si può fare con il referendum costituzionale dello scorso anno, quello sul taglio dei parlamentari, in cui la domenica si chiuse con il 38% di affluenza complessiva in Friuli Venezia Giulia.

LA SFIDA A PORDENONE

Tre candidati (su quattro) alle urne in città | La prima giornata al voto nel capoluogo 

IL VOTO IN PROVINCIA DI UDINE
Nessuno dei comuni raggiunge il quorum: ecco la prima giornata di voto in Friuli

Oltre 350 mila cittadini coinvolti

I Comuni interessati da questa tornata elettorale, come detto, sono 38 per un totale di 367 mila 228 cittadini aventi diritto al voto, di cui 191 mila 136 femmine e 176 mila 92 maschi. Tra i Municipi al voto, come noto, ci sono due capoluoghi cioè Pordenone e quello regionale che porta a Trieste. Un Comune, quest’ultimo che rappresenta anche quello con il maggior numero di residenti (202 mila 123) che si contrappone a Drenchia, il più piccolo, con appena 134 abitanti.

La maggior parte dei Comuni oggi conoscerà il nome del suo nuovo sindaco considerato come si tratti di realtà piccole, con meno di 15 mila residenti. Soltanto oltre questo numero di abitanti, infatti, si andrà al ballottaggio fra due settimane se nessuno dei candidati sindaco supererà il 50% più uno dei consensi.

Stiamo parlando, nel dettaglio, di appena quattro Municipi: Trieste, Pordenone, Cordenons e San Vito al Tagliamento. A livello provinciale il voto è distribuito in maniera disomogenea: se la provincia di Udine assisterà all’elezione di 21 nuovi Consigli comunali, quella di Pordenone dovrà accontentarsi della metà (11), mentre Gorizia è ferma a quattro e a Trieste si aggiunge soltanto Muggia.
 

TRE STORIE DA LEGGERE


Candidature uniche

Un discorso diverso, invece, va fatto per la situazione di quei Comuni dove si è presentato un solo candidato sindaco con relativa lista a supporto. Si tratta, nella fattispecie, di cinque Municipi e cioè Dogna dove corre soltanto Simone Peruzzi, Moimacco dove c’è Enrico Basaldella, Resiutta in cui si presenta Francesco Nesich, Ronchis con la candidatura di Manfredi Michelutto e Sauris con la discesa in campo di Ermes Petris. In questo caso, infatti, la norma prevede che l’elezione sia valida soltanto nel caso in cui si presenti alle urne il 50% più uno degli aventi diritto come previsto dalle liste elettorali del Municipio – escludendo i cittadini iscritti all’Anagrafe italiana residenti all'estero – pena l’arrivo di un commissario nominato dalla Regione per la gestione del Comune fino alle successive nuove elezioni.
 

L’ultimo appuntamento pre 2023

Queste Comunali rappresentano anche l’ultimo, vero, test di peso in Friuli Venezia Giulia prima dell’appuntamento delle Regionali 2023. Perchè se è vero che il prossimo anno metterà in palio la città di Gorizia, è altrettanto vero che il voto a Pordenone e, soprattutto, a Trieste è la cartina tornasole dello stato di salute delle coalizioni. Quella di centrodestra, in cui va anche analizzato lo scontro interno Lega-Fratelli d’Italia, vuole tenere a debita distanza, confermando Alessandro Ciriani e Roberto Dipiazza, un centrosinistra che, invece, punta in primis su Francesco Russo, e poi su Gianni Zanolin, per controllare almeno un capoluogo dopo aver perso anche l’ultimo, nel 2018, con Udine.
 

L’ANALISI. Guida alle elezioni, si vota in 38 comuni: le grandi sfide a Pordenone e Trieste con l’incognita della Lega

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