Manifestazioni no green pass in Friuli Venezia Giulia: dove si manifesta e gli orari dei cortei

UDINE. Meno di 24 ore 'black friday' del Green pass. Venerdì, il 15 ottobre, con l'entrata in vigore dell'obbligo di certificato verde sui luoghi di lavoro, l'Italia rischia di andare nel caos.

Il Viminale, memore dell'assalto alla sede della Cgil, sta monitorando gli ambienti più a rischio e le chat più frequentate da No-vax e No-pass: gli annunci ci proteste e sit-in sono parecchi. In concreto, i fronti caldi riconosciuti sono i porti e il settore autotrasporti.

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Per ora sembrerebbe che il Governo prenda in considerazione l'idea di introdurre ulteriori deduzioni fiscali a favore delle imprese, nell'ottica di rendere più agevole fare tamponi ai dipendenti sforniti di carta verde: su questo, il credito d'imposta è già al 30%.
 

LE MANIFESTAZIONI IN FVGA Trieste

Massima attenzione su Triestedove è in programma un corteo che richiamerà migliaia di persone da tutta la regione e dal vicino Veneto.

La miccia è stata accesa da Stefano Puzzer e il sindacato di base Clpt dei portuali di Trieste: se il Governo non toglie l'obbligo di carta verde per tutti i lavoratori, domani il terminal del Friuli Venezia Giulia si ferma, e lo sciopero andrà avanti a oltranza. Il presidente dell'Autorità portuale di Trieste, Zeno D'Agostino, ha detto che se questo dovesse accadere, si dimetterà. Se il Governo dovesse posticipare l'entra in vigore dell'obbligo-Green pass, ad esempio al 30 settembre, Alessandro Volk, del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, anticipa: "prenderemmo nota e ci adegueremmo, non avrebbe senso domani bloccare il porto".

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Il prefetto di Trieste: chi partecipa compie interruzione di un servizio pubblico
“Chi parteciperà al blocco del porto a oltranza indetto, a partire da venerdì 15 ottobre, dal Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste compie un reato, nella fattispecie il reato di interruzione di pubblico servizio”. Sono le parole con cui si è espresso il Prefetto di Trieste Valerio Valenti nel corso della riunione con il Comitato per la sicurezza, tenutasi oggi, giovedì 14 ottobre, alla vigilia della prima giornata di sciopero proclamato dal Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste (Clpt).

Le parole di Valenti si basano su quanto deciso dalla "Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali” che ha dichiarato illegittima la manifestazione, comunicando al al ministero dell’Interno l’irregolarità dell’astensione dal lavoro che il Clpt ha proclamato intanto dal 15 al 20 ottobre. "Si tratta di uno sciopero non autorizzato – ha ribadito il Prefetto –, pertanto chiunque vi partecipi compie un’interruzione di un servizio pubblico, essendo il lavoro portuale considerato tale”.


La Digos monitora i canali social

La Digos sta monitorando anche i canali social, dove il tam tam dei No Green pass – come si è visto in queste settimane – si è allargato a macchia d’olio tanto da richiamare in piazza migliaia di persone. Si teme che le agitazioni in porto a Trieste possano far da miccia ad altrettanti sommovimenti in fabbriche o altre infrastrutture strategiche, come l’autostrada. L’ipotesi di infiltrazioni di movimenti neo fascisti tra le centinaia di portuali che venerdì bloccheranno i varchi portuali, non sembra invece così concreta. Gruppi come Forza Nuova sono più capaci di prendersi piazze come Roma e Milano, ad esempio, dove sono più organizzati e presenti. Ma l’attenzione resta alta a Trieste anche su questo fronte.

LE MANIFESTAZIONI IN FVGA Udine

Manifestazione no green pass anche in città a Udine, venerdì 15 ottobre (Qui tutti i dettagli). Il Comitato spontaneo “Costituzione in azione” ha comunicato agli organi istituzionali (Questura, Prefettura, Comune di Udine e Polizia municipale) il percorso della manifestazione contro il green pass che si terrà venerdì 15 ottobre dalle 11 alle 15, nell’ambito dello sciopero nazionale. Il programma ufficializzato dal comitato prevede il raduno di un migliaio di persone (secondo gli organizzatori) in piazzale Chiavris (lato parco Brun).

Quindi il corteo si dirigerà verso viale Volontari della Libertà, attraverserà piazzale Osoppo in direzione di piazza Primo Maggio e, raggiunta Porta Manin, confluirà in piazza Libertà. Qui si terrà un’assemblea pubblica che si prevede possa terminare intorno alle 15. Il tema sarà quello dell’obbligo di green pass che gli organizzatori della manifestazione ritengono “rappresenti uno strumento discriminatorio e anticostituzionale”.

LE MANIFESTAZIONI IN FVGA Sacile

Da piazza del Popolo al parco Tallon per contenere le varie centinaia di attivisti in arrivo dal Veneto e da Pordenone: a Sacile si sposta la sede del presidio “no green pass” in agenda venerdì pomeriggio. “Sit-in statico dalle 14 alle 17 per dire no green pass perché il lavoro è un diritto per tutti”. Gli attivisti del gruppo Uniti per la libertà e altri movimenti nati sul confine tra Friuli e Veneto saranno affiancati da medici, imprenditori, insegnanti, impiegati, camionisti, operai e liberi pensatori. “Un avvocato e medici con imprenditori – annuncia Uniti per la libertà – prenderanno la parola per spiegare i nostri diritti”.
 

Sotto controllo della polizia locale l’area Tallon. “Diamo voce al dissenso dei lavoratori: tre ore di presidio per condividere le idee e la libertà”. L’invito è quello del movimento Uniti per la libertà e lancia una scommessa: sul numero dei “dissidenti” che contesteranno l’obbligo della certificazione verde sul lavoro.

“Sciopero nazionale di cinque giorni dal 15 al 20 ottobre con il sindacato Fisi intercategoriale”. Gli attivisti sacilesi incroceranno le braccia questa mattina, per aderire allo sciopero di cinque giorni, con le bandiere della Federazione dei sindacati intercategoriali Fisi, che ha sede nel salernitano a Eboli. “Confermati i cinque giorni di protesta – spiega il sindacato Fisi - nonostante il richiamo della Commissione di garanzia, perché diciamo no al green pass obbligatorio”. Anche nel settore dell’istruzione, dove il passaporto verde è un dovere da 45 giorni e molti insegnanti e bidelli pagano il test tampone anti Covid per lavorare. “Lo sciopero di oggi riguarderà i settori pubblico e privato – spiega una bidella a Sacile -. Per protestare e chiedere la revoca delle sospensioni di lavoratori non vaccinati in tutti i settori”.

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