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Bloccate mille tratte del trasporto pubblico locale: per il sindacato gli autisti privi di Green pass sono tra il 20% e il 25%

Il dato riguarda le province di Udine, Pordenone e Gorizia. Le Aziende hanno salvaguardato le fasce orarie d’ingresso e uscita dalle scuole

UDINE. Oltre mille tratte cancellate, tra urbane ed extraurbane, nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia, ma disagi ridotti al minimo per le scuole in virtù della strategia messa in campo da Regione e aziende di Trasporto pubblico locale (Tpl) e pensata espressamente per salvaguardare le fasce più delicate della giornata quanto a presenze su autobus e corriere.

Tpl Fvg, d’altronde, aveva avvisato giovedì pomeriggio i cittadini del Friuli Venezia Giulia come, di fronte a una percentuale non indifferente di autisti privi di Green pass, sarebbe stato impossibile garantire tutte le corse in programma, per oggi e per i prossimi giorni, assicurando, come poi è avvenuto, la pubblicazione sul proprio sito internet dell’elenco completo delle tratte cancellate.

Il consorzio regionale, insieme ad Arriva Udine, Atap Pordenone, Trieste Trasporti e Apt Gorizia, Atap ha infatti spiegato come «dal 15 ottobre, in conseguenza dell’entrata in vigore dell'obbligo di Green pass per tutti i lavoratori, non sarà possibile garantire la regolarità del servizio di trasporto pubblico locale».

In base all’elenco pubblicato da Tpl Fvg, dunque, ieri sono state cancellate un migliaio di tratte a partire dalle circa 400 extraurbane in provincia di Udine e dalle oltre 200 all’interno del capoluogo friulano. Un numero, questo, che si somma alle poco meno di 250 – tra cittadine ex extraurbane – a Pordenone, alla settantina di Gorizia e alla cinquantina tra Grado e Monfalcone.

Disagi, dunque, ce ne sono stati, ma, come detto, non negli orari di maggior traffico. «La scelta delle Aziende – conferma l’assessore regionale ai Trasporti Graziano Pizzimenti – è stata quella di mantenere invariate le corse mattutine, diciamo fino alle 8, per salvaguardare l’ingresso negli istituti e quello all’uscita degli stessi, tra le 12.30 e le 14, riducendo il più possibile, invece, le tratte di metà mattina e metà pomeriggio. Una decisione che, da quanto visto, è stata corretta».

Una sensazione, questa, confermata anche dal sindacato. «L’effetto Green pass – spiega Valentino Lorelli, segretario regionale della Filt-Cgil – non è stato particolarmente intenso a livello regionale grazie, soprattutto, alla decisione di cancellare le corse negli orari meno frequentati salvaguardando quelle in cui il numero dei passeggeri è maggiore. Questo non toglie, in ogni caso, che la posizione della Cgil sul tema Green pass non sia cambiata». Il sindacato rosso, al pari delle altre single confederali, chiede infatti da settimane al Governo – con l’obiettivo, sostiene, di salvaguardare il diritto al lavoro di tutti –, di puntare sulla vaccinazione obbligatoria oppure sulla gratuità dei tamponi rapidi e molecolari.

La stima del sindacato, in Friuli Venezia Giulia, parla di una cifra di autisti privi di Green pass compresa tra il 20% e il 25% «omogenea sul territorio regionale» assicura ancora Lorelli. Un numero in grado, se mantenuto alla lunga, di mettere potenzialmente in crisi il settore anche se la strategia adottata dalle Aziende, ieri, sembra essere in grado di salvaguardare, almeno al momento, i momenti più delicati e a maggiore presenza come, appunto, gli orari di ingresso e di uscita dalle scuole.

Resta sempre il fatto, tuttavia, che la perdita di un quinto della forza lavoro rappresenta un problema non da poco per un settore, quello del Tpl, che ha già dovuto far fronte all’emergenza Covid, con la riduzione delle capacità massime di trasporto e la necessità, che ha impegnato la Regione per quasi un anno, di reperire sul mercato decine di nuovi autobus, corriere – e relativi guidatori – da schierare sul territorio.

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