Dalla Slovenia ai boschi carnici A Forni Avoltri compare l’orso

L’esemplare di 2 o 3 anni ripreso da una fototrappola durante la notte a 1400 metri di altitudine



/ forni avoltri


Aveva piazzato una fototrappola fra i boschi di Forni Avoltri a quota 1400 metri per riprendere il passaggio dei cervi, ma quando Gabriele Di Qual – naturalista di Rigolato – è andato a controllare le riprese, è spuntata l’immagine di un giovane esemplare di orso che si aggirava fra le montagne al confine con l’Austria.

«Monitoravo quell’area dal 22 settembre e, durante la notte del 26, verso le 2 è spuntato dal nulla» racconta Di Qual che ha contattato gli agenti della Forestale per comunicare la scoperta e che ora, mantenendo la postazione fotografica, spera di poter raccogliere ulteriore documentazione. Il video, che assembla due riprese, è stato verificato dell’Università di Udine: riguarda un plantigrado con una vistosa chiazza di pelo chiaro intorno al collo, una caratteristica dei cuccioli, che tendenzialmente scompare a un anno di età, ma che su alcuni esemplari permane più a lungo. Sarebbe questo il caso dell’orso ripreso a Forni Avoltri che, secondo gli esperti, dovrebbe avere 2 o 3 anni.

Per Stefano Filacorda, docente dell’Università di Udine «si tratta di una segnalazione interessante, potrebbe trattarsi di un esemplare proveniente dalla Slovenia che ha abbandonato il suo territorio per esplorare le aree occidentali della nostra regione. Avevamo già raccolto alcune segnalazioni del suo passaggio attraverso avvistamenti e orme individuate a partire da agosto. Sicuramente si tratta di un giovane esemplare, c’è un’alta probabilità che si tratti di un maschio, ma sarà necessario effettuare alcuni esami genetici per avere maggiori certezze. Ora, confidiamo di raccogliere campioni di pelo o escrementi da analizzare. Se rimarrà a lungo e si stabilirà in zona per il letargo – aggiunge Filacorda – in primavera cercheremo di catturarlo per dotarlo di radiocollare».

È possibile che il giovane plantigrado, nel suo girovagare, abbia incrociato anche il più noto orso Francesco, un esemplare di 184 chili ricatturato a giugno e dotato di collare satellitare del quale si era liberato nel 2019 che quest’estate si è mosso nell’areale compreso fra Friuli, Veneto e Trentino, raggiungendo Malga Losa, la zona del Col Gentile, ma anche Casera Razzo: proprio i comportamenti di difesa adottati dall’orso Francesco nei confronti delle prede, ovini e caprini che ha presidiato finché non finiva di consumarli, spiega Filacorda, potrebbero essere indicatori della presenza di un altro predatore, un orso o alcuni lupi. Il passaggio del giovane plantigrado era stato segnalato a malga Tuglia a fine agosto, seguito l’individuazione di tracce alla cascata del rio Siera a Sappada e l’avvistamento a Vigo di Cadore, un’area battuta anche da Francesco. Le prime segnalazioni dell’orso in Carnia dopo la sua scomparsa a inizio 900 (l’ultimo fu abbattuto a Sauris nel 1911), sono tra il 1993 a Rigolato, il 1995 a malga Bordaglia e a Sauris nel 1995. «L’area dell’alta Val Pesarina da metà anni Novanta ha registrato spesso, soprattutto a fine estate, la presenza di orsi – segnala Filacorda –, la Val Degano è stata nell’800 molto ricca in orsi, così come la zona di Sappada e le stesse aree di Forni Avoltri». —

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