Il prestito non rientra, ma la banca ha torto

Daniela Quattrone ed Emiliano Zoci dello sportello del cittadino

La cliente dell’istituto aveva un amministratore di sostegno. Aiutata da “Pn Tutela”, la donna non dovrà rendere i soldi

La banca le chiedeva di restituire 14 mila euro, dopo averle concesso due prestiti (il secondo per estinguere il primo), ma il giudice ha stabilito che non solo la cittadina non dovrà sborsare un centesimo, ma dovrà essere rimborsata di spese indebite di istruttoria per qualche migliaia di euro.

La ragione? La donna, una cinquantenne pordenonese, aveva un amministratore di sostegno per cui i contratti da lei sottoscritti erano nulli.


L’epilogo della vicenda è arrivato dopo diversi anni e grazie all’intervento dello sportello del cittadino, a cui la donna si è rivolta, e all’avvocato Silvia Santarossa che ha seguito la mediazione prima e la causa poi contro la società bancaria che aveva erogato il prestito.

Ricevendo un decreto ingiuntivo, tre anni fa la signora si è rivolta allo sportello aperto dall’associazione “Pn tutela”, che proprio in questo periodo, come hanno spiegato al nostro giornale Emiliano Zovi e Daniela Quattrone (che si occupa in particolare del sostegno psicologico) sta assistendo per esposizioni debitorie soprattutto le donne.

Dopo un primo esame del caso, lo sportello ha affidato la signora all’avvocato Santarossa che ha accertato la presenza di un amministratore di sostegno, ha preso contatti con quest’ultimo e con il giudice tutelare ottenendo l’autorizzazione a rappresentare la donna. Vano il tentativo di mediazione.

Se un soggetto amministrato assume obblighi in assenza dell’amministratore di sostegno e del consenso del giudice, quegli obblighi, ai sensi del codice civile (articolo 412) sono annullabili.

Non solo. In base alla sentenza numero 16888 del 7 luglio 207 della Corte di Cassazione, mancando l’incapacità legale del soggetto, il beneficiario del prestito e in questo caso la signora avrebbe dovuto restituire i soldi solo se la banca fosse riuscita a provare un effettivo vantaggio da parte della cliente ovvero un bisogno concreto soddisfatto (cure dentistiche, l’acquisto di un’auto eccetera).

Questo, invece, in sede processuale non è avvenuto per cui il giudice del tribunale di Pordenone, Elisa Tesco, ha dichiarato nullo il decreto ingiuntivo, ha annullato i contratti di finanziamento e ha condannato la banca, oltre a pagare le spese legali, a restituire alla donna gli interessi corrispettivi e le spese per commissione finanziaria, imposta di bollo, spese di incasso, di invio comunicazione e copertura assicurativa.

«Ci sono molti casi di finanziarie aggressive – spiegano i referenti dello sportello –, che stipulano prestiti, a condizioni onerose per i clienti, acquisendo solo la busta paga». Lo sportello del cittadino ha sede nei prefabbricati del Comune in via San Quirino. È attivo il martedì e il giovedì, dalle 15 alle 18, al numero 0434 1600216. —

m.mi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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