Sgombero del porto di Trieste, la polizia usa lacrimogeni e fumogeni: fermati alcuni manifestanti, il corteo è in piazza Unità

TRIESTE. Poco dopo le 8 di lunedì 18 ottobre è cominciato lo sgombero dei manifestanti che stazionano davanti al Varco 4 di Trieste

Ecco cosa è successo finora

  • Alle 8.45 è iniziato lo sgombero del presidio No Green Pass davanti al porto di Trieste: dopo gli inviti a disperdersi la polizia ha azionato gli idranti
  • La polizia ha denunciato 5 manifestanti. Tre poliziotti sono rimasti feriti in modo non grave negli scontri e tra i manifestanti alcune persone hanno accusato un malore
  • Alle 11 il fronte si è spostato nella zona di campi Elisi e la polizia ha iniziato a lanciare i lacrimogeni, che hanno disturbato anche i cittadini che si stavano recando ai seggi per votare
  • I manifestanti si sono riuniti in corteo e si sono diretti in piazza Unità. Una parte però è rimasta in Campi Elisi
  • Nel pomeriggio i manifestanti hanno aggredito alcuni giornalisti presenti in piazza Unità
  • Alle 16 il portuale Puzzer è stato ricevuto dal prefetto per chiedere un incontro con il governo
  • Poco dopo la polizia ha caricato nuovamente la parte dei manifestanti rimasta in campi Elisi per liberare l’accesso al porto
  • Alle 18 in piazza Unità ci sono ancora tremila persone

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Il bollettino della Questura parla di cinque persone denunciate e di tre agenti feriti

Arriva il bollettino della Questura di Trieste sui fatti della giornata: “La Polizia di Stato ha deferito in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio, invito a disobbedire alle leggi statali e violazione di quanto previsto dall’articolo 18 del Tulps relativo agli obblighi per i promotori di riunioni in luogo pubblico quattro persone. Una quinta è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale.

Questo il bilancio di quanto avvenuto in mattinata durante lo sgombero da parte delle forze dell’ordine dell’area antistante il varco 4 del Molo Settimo del Porto Nuovo di Trieste, presieduto dallo scorso venerdì dai lavoratori portuali dello specifico Comitato e dai sostenitori del no green pass.

Al vaglio la posizione di altre persone analizzando i video e le riprese delle telecamere di videosorveglianza. Tre i feriti lievi fra le forze dell’ordine. Al momento in piazza Unità ci sono circa 3 mila manifestanti”.

Accesso al porto prima liberato, poi nuovamente bloccato

Dopo la carica delle forze dell’ordine in Campi Elisi la strada di accesso al porto sembrava liberata, con i camion che hanno ripreso a entrare dal varco 4 del molo settimo. Poco dopo, però, i manifestanti sono tornati sul posto e hanno bloccato nuovamente i camion.

La delegazione dei manifestanti esce dalla Prefettura

Una delegazione di tre dimostranti, tra cui il portuale Stefano Puzzer, è uscita dalla Prefettura. Al Prefetto Valenti hanno spiegato ancora una volta le ragioni della loro protesta, criticando l’operato odierno delle forze dell’ordine.

Hanno chiesto un incontro con il governo a Trieste, e che avvenga nel giro di un paio di giorni. Il Prefetto dal suo canto si è detto disponibile a interpellare il governo per dare una risposta ai manifestanti nel giro di 2-3 ore.

I manifestanti hanno deciso di rimanere in piazza Unità fino a quando sarà arrivata la risposta. In base alla risposta del governo decideranno se tornare tutti insieme nel Porto, se rimanere in piazza Unità o comunque che forma dare alla protesta.

Carica in Campi Elisi

La polizia ha cominciato a caricare entrambe le ali dei manifestanti disposti in Campi Elisi. Idranti, lacrimogeni, polizia e militari della Guardia di finanza in tenuta antisommossa.

Duemila manifestanti in piazza Unità
Piazza Unità d'Italia è gremita di manifestanti, almeno duemila persone. Seguendo le indicazioni di Puzzer - che a questo punto è divenuto il loro leader dopo essersi dimesso dalla carica di portavoce del Coordinamento dei lavoratori portuali - tutti si sono seduti a terra e sono rimasti in completo silenzio.«Noi siamo pacifici e dobbiamo rimanere pacifici fino alla fine: abbiamo diritti da far rispettare, ma non con la forza come ci hanno mostrato stamattina - ha detto, parlando alla folla - C'erano famiglie, bambini. Ci hanno attaccato e non ho parole, non me lo sarei mai aspettato. Lacrimogeni sono finiti anche dentro una scuola. Aspettiamo gli altri nostri fratelli, e restiamo seduti. Stiamo tranquilli. Noi non molliamo», ha concluso

Trieste, la polizia lancia i lacrimogeni contro i manifestanti no Green Pass

Partono i lacrimogeni, il fronte si sposta in Campi Elisi

Per disperdere la folla le forze dell’ordine cominciano a lanciare i lacrimogeni. I manifestanti sono così indietreggiati di almeno 150 metri in pochi secondi verso via Campi Elisi, dove la situazione è infuocata.

La strada è chiusa. Altra carica con gli idranti

Un’altra carica con gli idranti da parte della polizia: è la più lunga e la più potente. La tensione cresce. In azione un centinaio fra poliziotti, militari della guardia di finanza e dei carabinieri.


I manifestanti sono ormai almeno 2mila. Resistono a mani alzate, una persona è rimasta a terra ed è stata schiacciata dagli altri che indietreggiavano, è stata soccorsa da una poliziotta. “Sono stati gentili”. “Libertà, libertà”, continuano a urlare facendosi coraggio i manifestanti.
 

Ormai il fronte di No green pass e portuali è arretrato per oltre metà del piazzale: la folla è costretta indietro verso il cavalcavia della superstrada e via Campi Elisi.

Trieste. "In nome della legge disperdetevi", l'invito della Polizia prima di iniziare lo sgombero

Fermati alcuni manifestanti
Alcuni manifestanti sono stati fermati dalla polizia nel corso dei tafferugli al porto di Trieste. Lo conferma all’Agi un dirigente delle Forze dell’Ordine.
 

I lavoratori portuali, riconoscibili per le tute gialle, hanno costituito un cordone tra la polizia e i No Green pass per evitare appunto contatti tra le forze dell'ordine e i manifestanti e garantire dunque anche l'incolumità di tutti. La polizia continua progressivamente ad avanzare e gli altri ad arretrare senza però prove di forza da alcuna delle due parti. La tensione è altissima, i mezzi della polizia sembrano prepararsi a una nuova carica mentre la folla dei manifestanti continua a ingrossarsi.

Lo scontro con la Polizia, alcuni portuali a terra

I poliziotti tentano di alzare i manganelli, i manifestanti rispondono a mani alzate “Siamo in pace”. Alcuni finiscono a terra. Un secondo lavoratore accusa un malore. La polizia ha nuovamente azionato gli idranti nel tentativo di scoraggiare i manifestanti dal resistere e opporre resistenza. Gli agenti e i mezzi avanzano lentamente e guadagnano metro su metro. Poco prima di lanciare nuovamente acqua, i poliziotti hanno tentato vanamente di alzare da terra i portuali che si tenevano per mano.
 

Un secondo lavoratore ha accusato un lieve malore, la barriera di agenti allora si è aperta per farlo passare ed entrare nel porto per essere soccorso. Intanto, sono giunte altre persone nel piazzale - soprattutto a sostegno dei manifestanti - dove ora si trova un migliaio di persone.

La testimonianza di una manifestante a Tele4: “Siamo sopra un ponte, è un’azione di forza molto pericolosa”. "Giù le mani, giù le mani”, implorano.
 

Sgombero del Porto di Trieste, che cosa è successo e che cosa sappiamo: il punto

Il presidio

Alcuni lavoratori portuali assieme ai manifestanti stanno liberando e pulendo la postazione di presidio allestita davanti al varco 4 del porto di Trieste, da dove da venerdì mattina hanno tenuto conferenze stampa e offerto cibo e bevande a chi partecipava alla protesta 'no Green pass'.

L'obiettivo, spiegano al megafono mentre i presenti cominciano ad allontanarsi dal varco per riunirsi un pò più avanti lungo la strada, è garantire l'accesso libero al porto «come abbiamo sempre fatto». La decisione è stata presa anche in seguito alle voci di un possibile sgombero forzato.

Blocco del Porto, le immagini dello sgombero: tra i manifestanti c'è chi recita il rosario


Lo sgombero

Circolano voci di un possibile e imminente sgombero forzato tra i manifestanti 'No Green pass' in presidio da venerdì mattina davanti al varco 4 del Porto di Trieste. Al momento parte dei manifestanti ha formato un capannello nei pressi dei tornelli. A pochi minuti dall'alba chi ha passato la notte al sit in sta smontando le tende e raccogliendo da terra i sacchi a pelo. Un gruppo sta suonando la chitarra e cantando.

Pochi i lavoratori portuali presenti, più numerosi i sostenitori. Poco prima delle 7 alcuni veicoli sono riusciti a fare accesso allo scalo attraverso il varco senza difficoltà. Tra i manifestanti qualcuno in pettorina avvisa gli altri di «mantenere la sinistra» per consentire il passaggio dei mezzi. Alle 7 al presidio è arrivato anche Stefano Puzzer, il portavoce dimissionario del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. I manifestanti gli si avvicinano per salutarlo, qualcuno gli chiede di poter scattare un selfie.

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