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Alessandra morì mentre era incinta, una collega la ricorda “trasformando” la casa di riposo in un laboratorio di pigotte

PORDENONE. Dal dolore di una morte difficile da accettare, ai colori che Alessandra sapeva dare alla vita, i colori che daranno gioia e speranza a bambine e bambini, i colori delle pigotte, le bambole ambasciatrici di infanzia nate dall’Unicef e che ora saranno realizzare dalle mani degli anziani della casa di riposo Zaffiro. Proprio nel segno di Alessandra.

Due anni fa, in questo periodo, le comunità di Nave di Fontanafredda e Aviano dicevano addio ad Alessandra Fornasier, 28 anni, deceduta per un malore improvviso, quando era incinta, insieme alla sua Emma.

Quel terribile addio è una ferita profonda per la famiglia e per le comunità in cui Alessandra ha vissuto e lavorato, ma è anche un pungolo a non disperdere il seme che la giovane donna ha piantato nella sua esistenza terrena. Grazie a una collega che lavorava con lei alla casa di riposo di Aviano – dove Alessandra era un’animatrice –, grazie all’Unicef e alla grande generosità di mamma Vilma, prenderà forma un un progetto per il quale la giovane si era spesa. «Alessandra ha fatto germogliare nuovamente il seme della solidarietà anche dopo la sua prematura scomparsa – raccontano i volontari dell’Unicef di Pordenone –. Come animatrice della casa di riposo di Aviano aveva coinvolto gli ospiti nel progetto pigotta di Unicef, convinta che, impegnandosi in una azione solidale a favore dei bambini, per tutti i partecipanti ci sarebbe stato il ritorno positivo. Si trattava di risfoderare alcune abilità manuali delle persone anziane per riempire i corpi di queste bambole di pezza per permettere poi di completarle con gli abitini che alcune signore confezionavano con affetto e maestria. Purtroppo un evento improvviso ci ha privati della sua presenza, ma il suo animo gentile e attento ai bisogni degli altri, soprattutto bambini e anziani, ha contagiato altre persone. E così Rossella, una sua collega, ha pensato di raccogliere il testimone e proporre il progetto nella sua nuova sede di lavoro, la residenza per anziani del Gruppo Zaffiro di Pordenone».

Presentato agli ospiti della struttura da parte di alcuni volontari del Comitato Unicef di Pordenone, con la partecipazione speciale di Vilma, la mamma di Alessandra, il progetto prenderà forma. Gli anziani saranno coinvolti in base alle proprie capacità manuali; ogni piccolo gesto avrà un valore doppio: per le persone coinvolte e per la solidarietà in cui Alessandra credeva.

Mentre si attende che il seme germogli anche in questo gruppo, l’attività del Comitato Unicef di Pordenone prosegue su tutti i fronti (scuole, ospedali, città, ecc) «anche se alcune iniziative sono rallentate a causa delle necessarie precauzioni da prendere in questa delicata fase sanitaria. Le Pigotte però continuano a essere create – raccontano i volontari – per essere donate in varie occasioni (nascita, compleanno, laurea, pensionamento, e altro), una diversa dall’altra, pezzi unici utili per raccogliere fondi dedicati al diritto di ogni bambino e bambina alla salute e all’istruzione da ben 22 anni».

Quest’anno sono state già adottate 312 pigotte permettendo ad altrettanti bambini di vivere dignitosamente. Nel 2020, anche grazie alla vendita on line, oltre 550. «Di questo ottimo risultato – concludono i volontari – vanno ringraziati non solo quanti hanno adottato una pigotta, ma anche chi le ha realizzate e chi, come Alessandra, ha diffuso questo positivo messaggio»

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