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Distrutto il mais ogm seminato nei campi, ma Fidenato non molla: «Io non mi fermo, farò ricorso»

COLLOREDO DI MONTE ALBANO. Giorgio Fidenato e Leandro Taboga sfogliano le pannocchie giunte quasi a maturazione. Qualche decina di metri più in là, carabinieri, personale della Questura e Forestale di Tarcento presidiano l’accesso al campo di Laibacco seminato a Mon 810, il mais transgenico che il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha ordinato di distruggere.

E nell’attesa che i trattori entrino in funzione trinciando e interrando le piante sotto gli occhi vigili dei responsabili dell’Ispettorato centrale repressione frodi e della Regione, il paladino della sperimentazione Ogm in agricoltura, titolare dell’azienda agricola “In trois” e il proprietario del campo nella frazione di Colloredo, sondano il terreno, alla ricerca di lombrichi, ammirano i chicchi, indenni alla minacciosa piralide che ha devastato il...

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