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Carburanti, prezzi alle stelle: autotrasporto a rischio

Il grido d’allarme delle categorie: potrebbero fermarsi i mezzi a minor impatto. Zilio (Fai): «Il carburante incide per il 30% sui costi delle aziende del settore»

UDINE.L’aumento del prezzo dei carburanti e in particolare i rincari per il gas naturale liquefatto (che ha subito nell’arco di dieci mesi rincari medi fino al 76 per cento) rischia di ridurre a stretto giro l’operatività delle aziende friulane dell’autotrasporto, già alle prese dalla scorsa settimana con il calo drastico della forza lavoro, legato all’obbligo di Green pass.

L’equazione è semplice: all’aumento delle spese per l’autotrazione non può corrispondere, per logiche di concorrenza e mercato, un adeguamento repentino delle tariffe del servizio proposte dalle aziende ai clienti finali. Il rischio è che, assottigliandosi il margine, gli autotrasportatori possano decidere di muovere meno mezzi. «E, paradossalmente, mettere su strada con maggior frequenza quelli più datati, che sfruttano il carburante al momento meno costoso», riferisce Giulio Zilio, segretario regionale della Federazione autotrasportatori italiani.

Il margine che si assottiglia

Una premessa permette di capire che la questione sia potenzialmente esplosiva. Spiega Zilio: «Bisogna considerare che il 30 per cento dei costi delle aziende di autotrasporto sono costituiti proprio dalle spese legate al carburante». Tanto è sufficiente a giustificare i timori del comparto per una curva dei rincari che non pare intenzionata a cambiare direzione. «Le preoccupazioni ci sono, anche se è difficile stimare in questo momento una percentuale di vettori a rischio», aggiunge il segretario regionale della Fai.

Maurizio Longo, referente della Trasportounito Fiap parla di «rischio blocco per il 40 per cento dei tir» a causa dei costi esorbitanti dei carburanti. «Non potendoci essere, per ovvie ragioni legate alla concorrenza e ai contratti in essere, adeguamenti immediati alle tariffe praticate ai committenti, il rischio per le aziende di autotrasporto è di veder assottigliare in maniera preoccupante i ricavi», aggiunge Zilio. In estrema sintesi: aumentando i costi fissi, alle aziende potrebbe convenire in futuro tenere nelle rimesse i mezzi. Con disagi intuibili per l’intera filiera.

Additivo e metano

L’emergenza più stringente riguarda la riduzione delle scorte di Adblue, l’additivo a base di metano necessario ad abbattere le emissioni dei vecchi motori diesel (in particolare Euro 5 e 6). L’incremento delle richieste, specie in Medio Oriente, ha contribuito a far impennare il costo e, in seconda battuta, a ridurre la disponibilità dell’additivo. Di pari passo cresce il costo alla pompa del metano, aumentato nell’ultimo anno tra il 9,16 e il 10,86 per cento.

Petrolio e caraburanti

Gli scenari per il prossimo futuro non sono affatto rassicuranti. «Tutti i prodotti energetici hanno fatto segnare un incremento dei prezzi sensibile in questi ultimi mesi», analizza il friulano Bruno Bearzi, presidente nazionale della Federazione italiana che raduna i gestori degli impianti stradali. «Durante il lockdown, nella prima fase dell’emergenza pandemica, il prezzo del petrolio al barile era sceso fino ai 14 dollari, ora siamo tornati a 80. Secondo gli analisti se il trend dovesse mantenersi inalterato nel 2022 il prezzo potrebbe salire fino a 200 dollari al barile: significherebbe che ci troveremmo con prezzi alla pompa per il carburante che salirebbero fino a 4 euro», aggiunge il numero uno della Figisc.

Di fronte a questo scenario, che non appare riduttivo definire catastrofico, l’auspicio del settore è «un intervento del governo, sulla falsariga di quello già attuato per contenere i costi delle utenze domestiche – rileva Bearzi –. Un fronte potrebbe essere quello dell’Iva sulle accise, una tassa sulla tassa che appare evidentemente iniqua. Diminuire la pressione della tassazione sui carburanti potrebbe portare a un rilevante calo dei prezzi, calcolando che le tasse valgono circa il 70 per cento del prezzo finale praticato dai distributori», conclude Bearzi.

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