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Posiziona una Madonnina sulla facciata del palazzo, ma è “sgradita” al vicino: maximulta e ora la parola passa alla Soprintendenza

AZZANO DECIMO. Nel Paese delle antenne che invadono i tetti, dei lavori abbandonati a metà, dei capolavori d’arte dimenticati e lasciati cadere a pezzi, può accadere che la Soprintendenza alle Belle arti sia chiamata in causa per stabilire un fondamentale principio: può un bassorilievo di una Madonnina, 30x30 centimetri, incastonato nella facciata esterna di un secondo piano, deturpare un palazzo storico? La vicenda, perfettamente legale ma per molti versi paradossale, accade a Portogruaro e ha per protagonista un imprenditore pordenonese, Maurizio Beraldo.

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