Trattato di Campoformido, rievocati firma e negoziati

Il documento venne siglato da Napoleone a Villa Manin, allora sede del doge. L’esperto Foramitti: bisognerebbe puntare sul turismo delle ricostruzioni storiche

CODROIPO. È passato alla storia come Trattato di Campoformido. In realtà, quel 17 ottobre 1797, Napoleone siglò la fine delle ostilità con gli austriaci a Villa Manin. Domenica, quell’avvenimento, è stato ricordato a Passariano, in quella che fu la sede del doge di Venezia.

Quasi un centinaio di persone hanno voluto assistere all’avvenimento, promosso da Erpac Fvg e impreziosito dalla presenza di Le Souvenir Napoléonien e Associazione Napoleonica d’Italia, a cui è stato dato il compito di ricostruire l’evento storico con protagonisti Napoleone per la parte francese e quattro diplomatici in rappresentanza dell’Impero asburgico. I rievocatori hanno interpretato le ultime fasi delle lunghe trattative prima di procedere alla firma del Trattato.

A introdurre l’avvenimento dal punto di vista storico è stato Paolo Foramitti, tra i massimi esperti in Friuli di vicende napoleoniche. «Abbiamo colto l’occasione della mostra su Napoleone ospitata a Villa Manin e della vicinanza dell’anniversario della firma del Trattato – afferma Foramitti – per proporre questa rappresentazione scenica, che ha avuto un buon successo. Una prima volta andata bene, che speriamo di poter riproporre anche in futuro».

La ricostruzione del momento della firma è stata ambientata in una delle aree verdi della Villa, a ridosso della gradinata esterna. «Ho cercato di spiegare le ragioni del perché il Trattato sia passato alla storia come Trattato di Campoformio, senza la “d” – aggiunge Foramitti –. Inizialmente l’atto doveva essere sottoscritto a Campoformido, ma all’ultimo si decise di fare tutto a Villa Manin. Ormai sui documenti era già stato indicato il luogo, e quindi è rimasto Trattato di Campoformido. Nonostante nelle memorie dei presenti emerga chiaramente come la firma sia stata apposta nella dimora dogale».

Tra le conseguenze dirette del Trattato, c’è stata la fine della Repubblica di Venezia, che per 400 anni ha dominato sul Friuli. «Il turismo delle rievocazioni storiche è molto fiorente in tutta Europa – chiude Foramitti – speriamo che quello di Villa Manin possa diventare un appuntamento fisso, soprattutto per il bene del territorio».

Una domenica molto positiva non solo per Passariano, ma anche per il centro di Codroipo, preso d’assalto per l’Autunno Codroipese, l’evento che quest’anno ha sostituito la Fiera di San Simone. I chioschi delle associazioni locali e delle realtà del territorio hanno lavorato bene per tutto il week-end, a dimostrazione di come la gente abbia voglia di uscire e di mettersi le spalle le restrizioni della pandemia. 


 

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