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Cominciata la corsa alla pillola anti-Covid: cosa sappiamo del nuovo farmaco e quanto è efficace

In attesa che l’Europa batta un colpo tra i singoli Stati è iniziata la corsa all’acquisto preventivo della nuova pillola anti- Covid della multinazionale americana Merck Sharp & Dohme (Msd), che ha chiesto e ottenuto dall’Ema la procedura velocizzata di approvazione.

Quella rolling review che, consentendo di analizzare i risultati dei trials clinici mano a mano che arrivano, di solito permette in due o tre mesi al massimo di tagliare il traguardo dell’approvazione.

Ma con il virus che nel Vecchio continente ha quasi ovunque già rialzato la testa, il via libera potrebbe arrivare prima, anche per la fine di novembre.

La presa della pillola

Per questo in molti hanno deciso di fare scorta in anticipo del medicinale che promette di ridurre del 50% il rischio di ricovero e morte.

Gli Stati Uniti sono stati i primi a muoversi accaparrandosi un milione e 700 mila trattamenti mettendo sul piatto 1,2 miliardi di dollari.

La Gran Bretagna in cascina ha già messo pillole a sufficienza per 480mila trattamenti. Ma acquisti sulla fiducia ne hanno fatti anche Singapore, Nuova Zelanda (60mila), Australia (300mila), Corea del Sud (200mila), Malesia (150mila) e Serbia (50mila).

Anche la Francia ha messo le mani avanti, annunciando proprio ieri l’acquisto preventivo di 50mila trattamenti a prezzo top secret.

Un numero meno elevato rispetto agli altri Paesi, nella speranza che vada a buon fine la trattativa in corso tra Msd e Commissione Ue per l’acquisto a livello centralizzato e a prezzo calmierato dell’antivirale “molnupiravir”, prodotto dalla Merck in collaborazione con la Ridgeback Biotherapeutics.

Resta il fatto che i Paesi primi a muoversi saranno quelli che potranno iniziare da subito a dispensare il farmaco mentre gli altri, come l’Italia, dovranno mettersi in fila.

Quando non sarà facile ottenere i quasi 600mila trattamenti necessari a coprire l’1% della popolazione, (il fabbisogno medio stimato da chi ha già messo mano al portafogli per fare scorta).

In che misura è efficace la pillola

Lo studio allargato a 1.550 volontari, poi ristretto per motivi etici a 762 (di fronte ai risultati promettenti non si poteva continuare a dare il placebo a troppi pazienti Covid), ha dato risultati giudicati «impressionanti» da uno che se ne intende come l’immunologo Anthony Fauci.

Tra i 385 trattati con il farmaco solo 28 sono finiti in ospedale e nessuno è deceduto, contro i 53 ricoveri e gli 8 decessi di chi aveva ricevuto il placebo. La pillola è dunque in grado di ridurre del 50% morti e ricoveri.

Questo senza andare in ospedale, com’è necessario fare per le flebo di monoclonali o per l’altro antivirale remdesivir, bensì assumendo da casa due pillole al giorno per 5 giorni.

Per funzionare però la terapia deve iniziare a non più di 5 giorni dalla comparsa dei primi sintomi.

Il farmaco targato Msd potrebbe risultare efficace anche per prevenire la malattia. Uno studio in questo senso è stato già avviato, ma per arrivare alla eventuale richiesta di autorizzazione al commercio servirà più tempo.

A chi può essere somministrata

La sperimentazione è stata condotta su persone con più di 60 anni, con Covid accertato, sintomi da lievi a moderati, comparsi non più di 5 giorni dall’inizio del trattamento.

Tutti i volontari presentavano poi un rischio aumentato di evoluzione grave della malattia, perché obesi, con malattie cardiovascolari severe, diabete o Bpco.

È quindi probabile che l’autorizzazione venga concessa per gli over 60 con patologie che rendono più insidioso il Covid.

Non è un’alternativa al vaccino

Lo stanno ripetendo da tempo medici e scienziati, lo vanno dicendo a gran voce gli stessi uomini della Merck che lo produce: il farmaco è complementare, non alternativo al vaccino.

Prima di tutto perché dimezza ma non azzera il rischio di finire in ospedale, o peggio ancora. Poi perché per essere efficace va somministrato tempestivamente alla comparsa dei primi sintomi, poiché quando questi assumono una forma grave non serve più.

Anche per questo si auspica che, se l’Ema darà il via libera, l’accesso non sia poi ostacolato da formalità burocratiche, come la prescrizione riservata agli specialisti anziché estesa ai nostri medici di famiglia con dispensazione diretta in farmacia.

E poi c’è un problema non secondario. Un vaccino costa intorno ai 15-20 euro, la pillola anti Covid 600, se anche l’Ue spunterà il prezzo pattuito dagli americani. E non sarebbe etico spendere miliardi perché qualcuno non vuole vaccinarsi, gratis. —

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