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Cambia il trasporto pubblico in Friuli Venezia Giulia: tramite un’app si può scegliere come viaggiare, tra le opzioni anche i monopattini e scooter a noleggio

Uno studio anticipa i progetti delle realtà di trasporto pubblico

UDINE. Un miliardo e 217 milioni di euro. È il beneficio per l’economia del Friuli Venezia Giulia che si potrebbe concretizzare fino al 2026 investendo in modo adeguato nel trasporto pubblico locale, sotto forma di risparmi da mancate emissioni e maggiori ricavi per i gestori. Un risultato raggiungibile puntando su mezzi più ecologici e su una digitalizzazione in grado di rendere il trasporto pubblico sempre più aderente alle esigenze degli utenti, anche con servizi a chiamata e personalizzati.
 

Già si lavora, ad esempio, su un’applicazione che consentirà di spostarsi sul territorio del Friuli Venezia Giulia integrando autobus, treno, scooter e monopattini elettrici. Le risorse ci sono: 180 milioni, messi a disposizione principalmente dal Piano di ripresa e resilienza, da destinare a investimenti in digitalizzazione, intermodalità, personalizzazione del servizio e acquisto di mezzi a basso impatto. Le previsioni sono il frutto dalla ricerca commissionata da Arriva Italia a The European House – Ambrosetti, presentata ieri a Trieste all’hotel Savoia.


La base di partenza

Investire: ecco la parola chiave. Il messaggio rilanciato ieri è che per accelerare la ripresa di un settore fortemente colpito dalla pandemia è indispensabile un piano di investimenti adeguato in grado di stimolare un ritorno più veloce ai livelli pre-Covid e, possibilmente, superare addirittura i numeri del 2019. Una sfida alla portata di un territorio regionale che già può partire da una base importante, come rimarcato ieri nel corso del convegno: il Friuli-Venezia Giulia ha un parco bus più “giovane” della media (3,6 anni a Trieste, 5,5 a Gorizia, 6,1 a Pordenone e 6,6 Udine contro un dato nazionale pari a 12,3 anni), ma che necessita ora di investimenti consistenti in mezzi a propulsione alternativa.

Sostenibilità ambientale

Programmata a livello regionale la sostituzione di 330 mezzi entro il 2026, di cui il 45 % a propulsione alternativa (elettrica, metano e idrogeno), che consentirà di ridurre le emissioni di CO2 del 18% nell’arco dei prossimi cinque anni. Trieste Trasporti avvierà una linea a trazione elettrica di 18 chilometri che attraverserà l’intera città (direttrice nord-sud) con autobus lunghi 18 metri, e sperimenterà anche autobus a idrogeno. Apt Gorizia è impegnata nel progetto di produzione e utilizzo di idrogeno per la mobilità nell’aeroporto di Ronchi. Arriva Udine punta su trazione a biometano e metano per le tratte extraurbane, mentre Atap introdurrà 15 mezzi urbani a metano liquefatto.

Inclusività e servizi a chiamata

Trieste Trasporti e Arriva Udine hanno dotato l’intera flotta urbana e 120 bus extraurbani di accessi facilitati per disabilità motorie. La flotta triestina è dotata di tecnologie all’avanguardia per favorire il dialogo vocale con i bastoni dei non vedenti, in arrivo a breve anche nel capoluogo friulano. Arriva Udine attiverà entro l’anno servizi a chiamata su prenotazione che valorizzeranno il ruolo delle associazioni locali, elemento di congiunzione con le aree isolate, in particolare montane. Saranno servizi ampliabili su base stagionale, ad esempio nel periodo sciistico.

Monopattini nella rete del tpl

Uno dei concetti chiave per lo sviluppo delle quattro aziende regionali è il “Mobility as a service” (Maas). Un nuovo modo di concepire il servizio, basato su una piattaforma digitale che consenta la condivisione di più modalità di trasporto da utilizzare per ottimizzare il proprio percorso e soddisfare le esigenze personali di mobilità. In base al tragitto l’utente potrà scegliere – attraverso un’applicazione sulla cui realizzazione si sta già lavorando –, se spostarsi in auto, bus, treno, scooter, tram, monopattini e così via, grazie alla partnership di operatori privati e pubblici, all’insegna di una maggiore intermodalità.

La digitalizzazione

Il futuro del Tpl nella nostra regione sarà sempre più digitale e la rivoluzione tecnologica è già cominciata come dimostra l’introduzione del biglietto unico integrato. Il pagamento può avvenire con carta di credito o credito telefonico, senza nessuna obliterazione. Tecnologia significa anche rete wi-fi: a Trieste completata l’installazione sull’intera flotta e a breve toccherà a Gorizia, Udine e Pordenone. Trieste Trasporti ha avviato un programma di integrazione sperimentale con altre forme di trasporto e di servizi turistici: ferrovia, bike sharing, trasporto marittimo.

Le prospettive tra pubblico e privato

Secondo Aniello Semplice, amministratore delegato di Trieste Trasporti, sarà essenziale «un efficace equilibrio tra ruolo del pubblico e del privato» oltre a «rafforzare il ruolo della Regione come cabina di regia della mobilità collettiva». Angelo Costa, amministratore delegato di Arriva Italia, ha sottolineato che «alla politica è richiesta una pianificazione sugli indirizzi futuri, mentre il privato dovrà supportare tale pianificazione con le migliori soluzioni sostenibili». A illustrare i risultati dello studio sono stati ieri durante il convegno anche Lorenzo Tavazzi e Jonathan Donadonibus di European House - Ambrosetti.

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