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Contagi in crescita, il Fvg tra le tre regioni con l’incidenza più alta in Italia: pesa l’aumento dei casi a Trieste, ecco la situazione provincia per provincia

UDINE. Dopo quasi due mesi di discesa, i dati dei nuovi casi Covid in Italia sono tornati a salire. Il primo segnale è arrivato dall’ultimo monitoraggio settimanale (con dati aggiornati al 21 ottobre) Iss-ministero della salute che ha certificato una risalita dell’incidenza a 34 casi per 100.000 abitanti a livello nazionale rispetto ai 29 per 100.000 abitanti della settimana precedente.


 

L’analisi di Gimbe
Nella settimana 20-26 ottobre, tutte le Regioni tranne Sardegna e Valle D'Aosta, registrano un incremento percentuale dei nuovi casi e in 15 Regioni crescono i casi attualmente positivi. Sono 33 le Province con un'incidenza uguale o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: tra queste la Provincia di Trieste registra oltre 150 casi per 100.000 abitanti.

Questo quanto contenuto nel nuovo monitoraggio settimanale indipendente della Fondazione Gimbe sull'andamento del Covid in Italia. In particolare la Sardegna fa registrare -13,8% di nuovi casi rispetto alla settimana precedente e la Valle d'Aosta -35,7%.


Prima per aumenti di casi rispetto alla settimana precedente il Molise con il 160%, seguita dall'Umbria con il 138,2%. Per i posti letto in area medica occupati da pazienti Covid-19 tutte le regioni sono sotto soglia (15%) con valori più alti in Calabria e PA Bolzano con il 9% e Sicilia 8%. Per la terapia intensiva (soglia al 10% secondo i nuovi indicatori) Umbria 8% e Marche 7%.



Aumenta l’incidenza nella fascia over 40 anni in Italia
Come detto i numeri tornano a crescere. E la conferma è arrivata dal report Iss-Epicentro che ha certificato un leggero aumento dell’incidenza settimanale in tutte le fasce di età superiori a 40 anni. Un incremento che nelle fasce d'età 40-69 anni «potrebbe verosimilmente essere dovuto - si legge nel report - ad un aumento dello screening necessario per il rilascio della certificazione sanitaria a fini lavorativi (dal 15 ottobre è entrato in vigore infatti l'obbligo di possedere il Green Pass per tutti i lavoratori)». Un aumento dovuto dunque in prima battuta all'incremento dei tamponi dovuto all'obbligo di Green Pass: la media settimanale è salita infatti a oltre 400mila test al giorno.

Casi in aumento in quasi tutte le regioni

Con l’eccezione di tre piccole realtà (Sardegna, Valle d'Aosta e Basilicata) che hanno numeri stabili o in calo, tutte le altre regioni hanno in effetti un’incidenza dei contagi in crescita. La più alta è quella della provincia autonoma di Bolzano (91 casi su 100mila abitanti). Ma sono ormai sopra la soglia limite dei 50 casi anche il Friuli Venezia Giulia (70), il Veneto (54) e l’Umbria (52). Sono a ridosso Sicilia (50) e Lazio (49). E si avvicinano la Toscana (46), la Campania e l’Emilia Romagna (45). In aumento l’incidenza anche in Lombardia (25) benché a livelli ancora non preoccupanti.

Il caso Trieste

Difficile stabilire una correlazione tra contagi e vaccinazioni. Ma non sfugge il fatto che il territorio con l’incidenza di contagi più alta, ossia la provincia autonoma di Bolzano è anche al penultimo posto (dopo la Sicilia) per il più basso tasso di vaccinati over 12 (il 75,6%), quasi sette punti sotto la media nazionale (82,2%). Mentre il Friuli Venezia Giulia, con l’80,3% di immunizzati, è non solo due punti sotto la media ma spicca per il caso Trieste, la provincia d’Italia (già teatro della rivolta dei portuali contro l’obbligo del green pass) con il più alto numero di contagi (187 ogni 100mila abitanti).


L’incidenza a Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia

La conseguenza è un’incidenza che nell’area triestina sale a 231 casi nell’ultima settimana ogni 100.000 abitanti (si deve ritornare al 21 aprile per trovare un dato più elevato), ancora una volta il valore più alto d’Italia. Gorizia, che sale a 100/100.000 (il doppio rispetto a sabato scorso), è ora quarta tra le province, alle spalle anche di Vibo Valentia e Bolzano, stando ai bollettini della Protezione civile. In crescita anche Udine (46/100.000) e Pordenone (42/100.000), mentre in Friuli la situazione pare per adesso sotto controllo. La curva della pandemia a livello regione è dunque in netta risalita, come conferma il confronto tra la somma dei contagi degli ultimi sette giorni rispetto a quella dei sette giorni precedenti: si è passati dai 560 del 14-20 ottobre ai 1.058 del 21-27 ottobre, un aumento dell’89%, a un passo dal raddoppio. Quanto alla sanità, rende noto nel report giornaliero il vicegovernatore Riccardo Riccardi, sono state rilevate dieci positività: in Asugi un assistente amministrativo, un dirigente medico, un infermiere e un operatore socio sanitario, al Burlo un infermiere e un’ostetrica, nell'Azienda Friuli Centrale (Asufc) un terapista, un tecnico di laboratorio e un infermiere, al Cro di Aviano un tecnico di radiologia. Ci sono inoltre due contagi tra gli operatori delle residenze per anziani.

L’incremento dei casi nel Ssr (41 negli ultimi otto giorni) potrebbe essere verosimilmente conseguenza del venir meno della copertura vaccinale in lavoratori che si sono fatti somministrare il farmaco all’inizio dell’anno

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