Unione tra lavoro e formazione l’esempio del Gruppo Pittini

Osoppo

«Le industrie Pittini sono un’azienda strategica per la regione, esempio per la capacità di innovarsi in un mercato non facile in cui incombe la concorrenza di importanti player internazionali, anche nel Far East. La loro visione della sostenibilità, della formazione, dell’occupazione e del rapporto con il territorio è un’opportunità per proiettare il Friuli Venezia Giulia nel futuro». Così il governatore Massimiliano Fedriga che ieri ha visitato lo stabilimento del Gruppo Pittini di Osoppo, con l’assessore regionale a Lavoro e Formazione Alessia Rosolen. Obiettivo della visita, la prima di un governatore dopo 35 anni, era conoscere l’evoluzione tecnologica, ambientale e occupazionale di un’azienda siderurgica che si è convertita dal carbone al ciclo elettrico di fabbricazione dell’acciaio. I vertici aziendali – il presidente Federico Pittini, l’ad Paolo Felice, la responsabile Risorse umane e formazione, Micaela Di Giusto, e la vice presidente della fondazione Gruppo Pittini, Simona Ferri Pittini – hanno illustrato il sistema formativo integrato che l’azienda ha realizzato per garantire al personale un apprendimento di alta qualità per tutta la vita lavorativa. Un sistema che si avvale di una scuola interna, l’Officina Pittini per la formazione.


«Credo che questo sia uno degli esempi che spingono il modello formativo della regione tra i migliori nel panorama nazionale», ha evidenziato Fedriga». Per Rosolen «l’interconnessione tra formazione e sviluppo produttivo e occupazionale sono una delle direzioni su cui l’amministrazione regionale ha voluto investire. Pittini più di altri è riuscita a garantire quel salto di qualità insito nella formazione continua e nell’osmosi con scuole e istituti tecnici, condizione di garanzia dell’occupazione».

Ogni anno nello stabilimento giungono 800 mila tonnellate di materiale ferroso via mare (97 navi dal porto di Monfalcone), 1,3 milioni di tonnellate su rotaia (27 mila vagoni che transitano da Tarvisio), 320 mila tonnellate su gomma (86 mila camion dall’Italia e dall’estero). L’azienda, nata a Osoppo nel 1961, conta 1.800 occupati, di cui mille nei tre stabilimenti osovani, 18 siti industriali in Italia e all’estero, serve 60 paesi, destinando il 65 per cento della produzione al mercato straniero. Il costo del personale del gruppo sfiora i 55 milioni annui. —

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