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G20, accordo sull’aumento della temperatura globale (+1,5 gradi). Stop ai finanziamenti pubblici per le centrali a carbone. Cento miliardi al Fondo green

I leader del G20 hanno raggiunto un accordo per andare oltre la conferenza di Parigi. Sì ai viaggi internazionali con standard comuni. Obiettivo emissioni zero entro metà secolo. Draghi: «Vinciamo o falliamo insieme».

ROMA. «Restiamo impegnati all'obiettivo degli accordi di Parigi di mantenere l'aumento del temperatura media globale ben al di sotto dei due gradi e di perseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali». Intesa raggiunta al G20 di Roma. Gli sherpa hanno lavorato tutta la notte nella sala dei negoziati della Nuvola di Fuksas sugli impegni per il clima, inclusa la deadline del 2050 per le emissioni zero, contestata da alcuni Paesi come i colossi Cina e India. «Noi metteremo fine alla concessione di finanziamenti pubblici per nuove centrali elettriche a carbone all'estero entro il 2021», è uno dei passaggi della bozza di dichiarazione finale del G20 concordata dai leader, che non indica però la data dell'abbandono del carbone a livello nazionale. Sì alla ripresa dei viaggi internazionali «in modo sicuro e ordinato». A tal fine «prendendo in considerazione le politiche nazionali di salute pubblica, riconosciamo l'importanza di standard condivisi per garantire viaggi senza interruzioni, compresi i requisiti e i risultati dei test, i certificati di vaccinazione, l'interoperabilità e il riconoscimento reciproco delle applicazioni digitali, pur continuando a proteggere la salute pubblica e garantendo la privacy e protezione dei dati».


2050

«Il 2050 non è un numero magico, se questa è l'ambizione dell'Ue, altri Paesi hanno altre ambizioni», evidenzia il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov a margine del G20, sull'obiettivo del 2050 per la neutralità carbonica. «La Russia cercherà di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060», ha aggiunto Lavrov, respingendo «vuote ambizioni». E sottolineando che il 2050 era stato concordato in ambito G7, quindi «non è stato elegante» presentarlo al G20, non è stato «rispettoso degli altri Paesi del G20». Lavrov allo stesso tempo ha ringraziato la presidenza italiana per aver «aiutato la negoziazione» a Roma.

Acciaio
«La produzione di acciaio é una delle maggiori fonti di emissioni di carbonio a livello globale. Affinché il consumo e il commercio di acciaio siano sostenibili, dobbiamo affrontare l'intensità di carbonio del settore. Dobbiamo anche affrontare i problemi di sovraccapacità. Questo è ciò che vuole raggiungere l'Accordo globale sull'acciaio sostenibile», afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un punto stampa congiunto con il presidente americano, Joe Biden, al Summit G20 di Roma. «Lavoreremo insieme agli Stati Uniti per garantire la redditività a lungo termine della nostra industria, per incoraggiare la produzione e il commercio di acciaio a basso tenore di carbonio- ha aggiunto la leader Ue-. Questa nuova iniziativa globale aggiungerà un nuovo potente strumento alla nostra ricerca della sostenibilità. Sarà un importante passo avanti verso il raggiungimento della neutralità climatica. E garantirà condizioni di parità per le nostre industrie. E' un'altra iniziativa chiave per la nostra rinnovata e lungimirante agenda transatlantica con gli Stati Uniti». L'accordo sull'acciaio tra Unione Europea e Stati Uniti «confuta la falsa idea che non si possano conciliare la difesa del clima e dei posti di lavoro», ribadisce Biden.

Responsabilità
«Abbiamo un'enorme responsabilità nei confronti delle generazioni che ancora devono nascere». Sono le parole del Principe Carlo, intervenuto questa mattina al vertice G20. «Proprio per questo motivo l'Italia sta dando il massimo sulla lotta agli stravolgimenti climatici, e dobbiamo essere sempre più ambiziosi. Il nostro impegno è evidente, ovviamente serve una spinta coraggiosa da parte di tutti i Paesi», commenta su Facebook, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, pubblicando una foto con il principe Carlo d'Inghilterra. «Stiamo mandando un messaggio molto chiaro: siamo ancora più ambiziosi rispetto all'Accordo di Parigi», evidenzia la cancelliera tedesca Angela Merkel, richiamando «l'importanza cruciale di questo G20 alla vigilia della Cop26». Il multilateralismo, principio cardine citato dal premier Mario Draghi nei suoi interventi, è stato invocato in modo ampio e trasversale come imprescindibile per contrastare in modo efficace il cambiamento climatico. Molti leader hanno citato il G20 come principale promotore del multilateralismo.

Decisioni
«Dalle nostre decisioni dipende la lotta al cambiamento climatico e il successo della Cop26 che coinvolge il mondo intero. Non possiamo frenare le nostre ambizioni, dovremo essere uniti e chiederci se avremo fatto abbastanza per cambiare nella lotta sul clima. Le generazioni future ci guarderanno con gratitudine o risentimento. Dobbiamo accelerare l'eliminazione del carbone e investire di più in energie rinnovabili. Dalle nostre decisioni dipende il successo della Cop26-  avverte Mario Draghi-. Possiamo agire oggi o rinviare. I passi fatti finora si sono dimostrati insufficienti, gli scienziati ci dice che con i ritmi attuali le conseguenze saranno catastrofiche». Commenta Greta Thunberg alla Bbc: «E’ possibile mantenere  il riscaldamento globale sotto l'1.5°C rispetto ai livelli preindustriali. Dipende da noi farlo accadere».

Appello
Appello di Draghi, dunque, ad affrontare la crisi climatica in questo decennio e ad attuare l'Accordo di Parigi e l'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030. «La transizione green non è rinviabile, i governi sostengano i cittadini. La presidenza italiana del G20 vuole spingere la crescita economica e renderla più sostenibile. Lo dobbiamo ai cittadini, al pianeta e ai giovani», afferma Mario Draghi, nell'intervento introduttivo della sessione di lavori del G20 sul ruolo del settore privato nel contrastare il cambiamento climatico.

Strategia da condividere
Aggiunge il premier Mario Draghi: «Dobbiamo mettere in atto immediati, rapidi e consistenti tagli di emissioni per evitare conseguenze disastrose. La lotta al cambiamento climatico è la sfida decisiva dei nostri tempi. O agiamo ora, affrontiamo i costi della transizione e riusciamo a portare la nostra economia su un percorso più sostenibile oppure rimandiamo l'azione, paghiamo un prezzo molto più alto in seguito e rischiamo di fallire. Qualcuno di noi chiede perché spostiamo il nostro obiettivo da 2 a 1,5 gradi? Perché lo dice la scienza, dobbiamo ascoltare gli allarmi che vengono dalla comunità scientifica mondiale. La transizione richiede uno sforzo significativo e i governi devono essere pronti a sostenere i propri cittadini e le imprese attraverso di essa. Ma offre anche opportunità per stimolare la crescita, creare posti di lavoro e ridurre le disuguaglianze». Inoltre «sia il settore pubblico che quello privato devono fare la loro parte. I governi possono fissare obiettivi a breve e lungo termine e garantire stabilità politica, finanziaria e normativa. Ma non possono fare tutto. Le aziende private accelerano la diffusione delle tecnologie pulite, promuovono l'innovazione e promuovono la produzione su larga scala», sottolinea il premier.

Lancio della monetina
La monetina da 1 euro lanciata dai leader del G20 nella Fontana di Trevi è stata coniata appositamente per il G20 con inciso l'Uomo vitruviano, simbolo del Vertice. Tanti i curiosi affacciati dalle terrazze e dalle finestre dei palazzi che circondano il monumento. Rilassata l'atmosfera tra i leader che si sono scambiati sorrisi e chiacchiere. Dopo il lancio della monetina, la cancelliera tedesca Angela Merkel, sorridendo, si è sciacquata le mani nella Fontana.

Lavori
La seconda giornata del vertice del G20 a Roma si è aperta, dunque, con una passeggiata dei leader mondiali a Fontana di Trevi, con il tradizionale lancio delle monetine. Poi i lavori all’Eur sono ripresi con la sessione dedicata al ruolo del settore privato nella lotta ai cambiamenti climatici, con l’appello del Principe Carlo, accolto da Draghi alla Nuvola.  Alle 15.40 la sessione conclusiva del vertice, poi la conferenza stampa del presidente del Consiglio Mario Draghi. Sono in programma anche due vertici bilaterali per Draghi: alle 13.10 quello con il primo ministro del Canada, Justin Trudeau e, a seguire, quello con il ministro degli Affari Esteri della Repubblica popolare cinese, Wang Yi. Occorre affrontare la «crisi mondiale» dei cambiamenti climatici «con la massima urgenza e con ambizione. Ed è questo l'obiettivo del G20 di oggi», ha scritto in un tweet il premier canadese, Justin Trudeau, aggiungendo che fornirà «aggiornamenti nel corso della giornata». E sottolinea: «Non possiamo negare i cambiamenti climatici. E l'azione per il clima non può essere rimandata». Il presidente cinese Xi Jinping ha invitato la comunità internazionale ad affrontare assieme le sfide globali sottolineando come la chiave stia nell'adottare azioni concrete. Il presidente cinese è intervenuto via video per chiedere ai Paesi del G20 di assumere un ruolo guida sotto il piano del progresso tecnologico e del sostegno finanziario alla lotta contro il cambiamento climatico. Evidenziando il ruolo del progresso tecnologico contro il surriscaldamento globale e per la transizione energetica, ha aggiunto: «I membri del G20 dovrebbero assumere un ruolo guida nella promozione della divulgazione e dell'applicazione delle tecnologie avanzate. I Paesi sviluppati dovrebbero anche adempiere seriamente ai loro impegni e fornire sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo».

Gas serra
I leader del G20 si impegnano a «ridurre in modo significativo le emissioni collettive di gas serra, tenendo conto delle circostanze nazionali e rispettando i piani nazionali non vincolanti». Questo passaggio della bozza della Dichiarazione finale va letto come una vittoria dei Paesi emergenti, che non intendono prendere impegni troppo drastici per non frenare la loro crescita economica. Infatti viene riconosciuto che «le emissioni di metano rappresentano un significativo contributo al cambiamento climatico e che, secondo le circostanze nazionali, la sua riduzione può essere uno dei modi più rapidi, a portata di mano e efficienti in termini di costi per limitare il cambiamento climatico e il suo impatto». In questo caso il riferimento alle «circostanze nazionali» è una concessione alla Russia, per la quale il metano è un pilastro economico e strategico.

Faccia a faccia
Si sono svolti, inoltre, il bilaterale Biden-Erdogan e il vertice tra il primo ministro britannico, Boris Johnson, e il presidente francese, Emmanuel Macron, uno dei più delicati del G20. I rapporti tra Londra e Parigi si sono fortemente deteriorati per via dello scontro sulla pesca e sul contrasto all'immigrazione nel Canale della Manica, nonché per la polemica sull'alleanza anti-cinese “Aukus” tra Usa, Regno Unito e Australia, della quale il ministro degli Esteri francese, Jacques Le Drian, bollò Johnson come «ruota di scorta».

Obiettivi
Agire subito sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra altrimenti le conseguenze saranno «disastrose». Al secondo giorno di vertice del G20, mentre un accordo più ambizioso sul clima sembra essersi arenato a causa del veto di alcuni grandi paesi, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, lancia dunque un nuovo appello ai partner ad agire in fretta, pena «il fallimento e il disastro». Draghi cita i dati dell'Onu e l'ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, secondo cui «dobbiamo effettuare riduzioni immediate, rapide e sostanziali alle emissioni per evitare conseguenze disastrose». Il premier si rivolge poi, senza citarli esplicitamente, ai paesi come India, Cina, Russia che più fanno resistenza a siglare un impegno scritto sul taglio delle emissioni: «Il passaggio all'energia pulita è fondamentale per ottenere le necessarie riduzioni delle emissioni di gas serra, non possiamo più rimandare tutto questo».

Cop26
Nelle ore in cui inizia la Cop26 di Glasgow è stata, quindi  trovata un'intesa. «In questa stanza abbiamo opinioni diverse su quanto rapidamente dobbiamo iniziare ad agire e sulla velocità con cui dobbiamo cambiare rotta- è l’analisi di Mario Draghi-. Le economie emergenti provano risentimento per i paesi ricchi, per quanto hanno inquinato in passato, e chiedono aiuti finanziari per essere sostenuti in questa transizione. Si chiedono anche se gli impegni che prenderemo siano davvero credibili, visti i fallimenti precedenti. Dobbiamo ascoltare queste preoccupazioni e agire di conseguenza ma non possiamo sacrificare la nostra ambizione collettiva».

Russia
Il leader russo Vladimir Putin ha inviato un video messaggio al G20. «La Russia è i tra leader mondiali nella de-carbonizzazione- sostiene Putin-. Negli ultimi 20 anni, l'impronta dell'anidride carbonica della nostra economia è diminuita in media del 2,7% all'anno, che è superiore a quella del mondo nel suo complesso e anche superiore a quella dei paesi del G7. Se si guarda poi al mix energetico russo il 40% è dato da solare, eolico, idroelettrico e nucleare».

Migranti
«L'impatto della pandemia ci ha messo di fronte a nuove sfide per quanto riguarda le migrazioni nelle nostre economie globalizzate- si legge nella bozza della Dichiarazione finale del G20-. Ci impegniamo ad adottare misure per sostenere la piena inclusione dei migranti, compresi i lavoratori, e dei rifugiati, nello spirito della cooperazione internazionale e in linea con le politiche, la legislazione e le circostanze nazionali, garantendo il pieno rispetto dei loro diritti e libertà fondamentali indipendentemente dal loro status migratorio». Nella bozza i Paesi sviluppati confermano l'impegno di mobilitare 100 miliardi di dollari all'anno dal 2020 al 2025 per sostenere la transizione energetica delle economie emergenti.

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