Morto l’ex tecnico comunale De Luca

Aveva 88 anni e fu promotore di importanti progetti per il turismo, lo sport e la tutela della montagna. Oggi i funerali

AMPEZZO

Guardare la vita sorridendo, non mollare mai, metterci pazienza e dedizione. Se ne è andato con questo esempio di vita dall’alto dei suoi 88 anni e di un’esistenza colma di progetti e soddisfazioni, l’ex tecnico comunale Giuseppe De Luca (per tutti Bepo di Plai), per cinquant’anni anima del paese oltre che uno dei creatori del turismo montano in questa zona.


È morto all’ospedale di Tolmezzo a causa dell’aggravarsi delle condizioni di una salute minata nel tempo dalle conseguenze di un incidente stradale che subì nel 1980. Oggi alle 14.30 nel duomo di Ampezzo la Val Tagliamento gli darà l’ultimo saluto. De Luca lascia i figli Lorella, Maria Elena e Manlio, la compagna Liliya e la sorella Marinella. Si diplomò intagliatore all’istituto professionale di Stato di Ampezzo. Lavorò i primi cinque anni con l’impresa Nigris, poi in Comune con contratti a termine. Si diplomò geometra mentre lavorava e vinse il concorso di responsabile dell’area tecnica del Comune di Ampezzo. Lo fu fino alla pensione. Fu anche libero professionista. Viene ricordato molto per il suo impegno a 360 gradi sul turismo e sulla tutela della montagna: col suo lavoro valorizzò il monte Pura e il rifugio Tita Piaz (con una squadra di volontari realizzò anche una rampa di accesso per i disabili ben prima della legge sul tema), creò il villaggio turistico con attenzione all’armonia con il contesto. Franco Martinis, suo grande amico, che con lui condivise tante iniziative ricorda: «È stato presidente della Pro loco. Organizzò numerose feste ad Ampezzo, creò la sala ballo, una delle migliori in Carnia. Ha portato tante personalità importanti ad Ampezzo. È stato presidente dell’Unione sportiva Ampezzo e, assieme, siamo riusciti a far venire qui le squadre di calcio della Roma, del Cagliari, del Catanzaro, della Triestina e dell’Udinese. Per decenni è stato anche corrispondente del Messaggero Veneto per le partite del campionato carnico. È stato grazie a lui ed Enzo Moro se ad Ampezzo abbiamo avuto la prima piscina della Carnia».

Contribuì anche a realizzare campi da tennis e la pista da sci e fu direttore della Riserva di caccia. Con la sua morte Ampezzo perde anche una memoria storica inossidabile.

Allegro, di grande umanità e dalla battuta pronta coltivava le amicizie e ne aveva moltissime. Amava Ampezzo e il suo lavoro. «La mano nel disegnare era rimasta fermissima – racconta la figlia Maria Elena – a settembre aveva stilato per noi un progetto per ampliare la baita sul Pura».—



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