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Primo via libera alla Finanziaria della Regione: oltre 70 milioni in più rispetto allo scorso anno

Via libera preliminare alla manovra della Regione per complessivi 4,6 miliardi. L’assessore Zilli: «Crescono le risorse grazie al rinnovo dei Patti con lo Stato»

UDINE. Più ricca e corposa dello scorso anno. La bozza di legge di Stabilità per il 2022 approvata in via preliminare dalla giunta nella seduta di ieri, infatti, è emersa dalla riunione dell’esecutivo regionale con una dotazione di circa 70 milioni in più rispetto al primo step dell’ex Finanziaria superato a novembre dello scorso anno per un totale di quasi 4 miliardi 600 milioni. E tenendo in considerazione come è molto probabile che la giunta presenti in extremis un emendamento milionario per una misura simbolo – come avvenuto in ogni sessione di bilancio per volontà di Massimiliano Fedriga – il valore della Stabilità è destinato ad aumentare ancora. Il tutto grazie a una tenuta del Pil regionale superiore alle attese e, come spiegato dall’assessore alle Finanze Barbara Zilli, alla recente revisione dei Patti finanziari con lo Stato che ha messo a disposizione della giunta maggiori risorse sia per l’immediato, leggasi le due manovre di assestamento autunnali, sia per il prossimo anno.

La manovra 2022

Il testo che mercoledì verrà inviato al Cal per il parare delle autonomie locali prima del definitivo via libera della giunta disegna una manovra complessiva da 4 miliardi 584 milioni che come detto, considerando la trentina di milioni destinati all’avvocatura regionale, alla segreteria e ai servizi vari, vale al momento più o meno 70 milioni in più dello scorso anno. La fetta di fondi maggiore, come da consuetudine, va alla sanità cui vengono destinati 2 miliardi 750 milioni, pari al 60% del bilancio regionale. A seguire, quindi, ci sono autonomie locali, sicurezza e immigrazione cui sono destinati 761 milioni con mezzo miliardo a favore di Comuni ed Edr, oltre a infrastrutture e territorio – che ottengono 384 milioni di cui 198 per i trasporti – e la Direzione di Alessia Rosolen che, tra lavoro, istruzione e famiglia potrà contare su 155 milioni. Stessa cifra di partenza, quindi, per patrimonio e attività produttive (102 milioni) con due milioni in meno, cioè, 100, destinati ad ambiente, energia e sviluppo sostenibile. Sotto questo tetto, poi, si trovano le poste assegnate a all’agricoltura (77 milioni), a cultura e sport (52 milioni), finanze (50 milioni) e Protezione civile regionale (14 milioni). «La manovra – chiosa Zilli – può essere inquadrata in uno schema generale di cauto ottimismo grazie anche a una maggiore disponibilità di risorse riconducibile alla recente revisione dei Patti finanziari con lo Stato».

Il confronto con lo scorso anno

Tenendo sempre in considerazione come l’attuale divisione dei fondi in Stabilità non sia definitiva, il confronto con gli stanziamenti dello scorso anno dice che, al momento, a beneficiare maggiormente dei nuovi stanziamenti è l’assessorato di Rosolen che cresce di 24 milioni in virtù, soprattutto, dei contributi garantiti al pacchetto famiglia. Pollice alto, quindi, anche per Graziano Pizzimenti le cui deleghe potranno contare su 20 milioni in più rispetto al 2021 e per la stessa Zilli considerato come alle Finanze vada un “tesoretto” di 19 milioni extra. Bene, quindi, anche Pierpaolo Roberti con un surplus di 17 milioni e Fabio Scoccimarro con 13, al pari di Sebastiano Callari che avrà a disposizione 5 milioni in più. Il taglio più consistente, invece, riguarda le deleghe di Tiziana Gibelli – sono 20 i milioni in meno destinati a sport e cultura –, seguita da Sergio Bini – tagliati 8 milioni in un assessorato che però nel corso del 2021 ha ottenuto stanziamenti davvero notevoli e in grado di riequilibrare il delta negativo –, Stefano Zannier – 3 milioni in meno – e Riccardo Riccardi. In questo caso, tuttavia, se tra Protezione civile e sanità si parla di un taglio da 10 milioni, è altrettanto vero che per il sistema salute le risorse si iniettano in corso d’opera e che il budget iniziale non rappresenta mai quello finale a disposizione.

I nuovi patti finanziari

I numeri, floridi, del bilancio regionale sono, come accennato, legati in parte consistente al rinnovo dei Patti finanziari con lo Stato avvenuti a fine ottobre e che, da qui al 2026, consentiranno al Friuli Venezia Giulia di risparmiare 1 miliardo e 400 milioni rispetto al previsto. Se quest’anno, infatti, la Regione è stata chiamata a versare 716 milioni di euro – grazie allo “sconto” da 120 milioni applicatole fin dall’accordo Padoan-Serracchiani – il prossimo questa cifra scenderà a 432, per passare a 436 nel triennio successivo e ritornare a 432 nel 2026. Rispetto al 2021 la riduzione garantita al Friuli Venezia Giulia vale all’incirca 300 milioni di euro annui.

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