Alla Net nasce il tavolo dei sindaci via libera unanime dell’assemblea

Ma restano le divisioni: gli esponenti del centrosinistra hanno votato contro l’allargamento del cda



L’assemblea di Net ha votato all’unanimità la costituzione del tavolo dei sindaci che saranno addirittura undici, dieci in rappresentanza di tutto il territorio più un coordinatore, ruolo è stato affidato al sindaco di Talmassons, Fabrizio Pitton, il quale ha rimarcato l’importanza del nuovo soggetto: «Siamo riusciti ad aprire un dialogo con tutti gli ex sindaci del Csr e direi che questo è un primo aspetto molto importante. Grazie al tavolo i sindaci avranno la possibilità di interfacciarsi direttamente con il cda per seguire passo passo il percorso che dovrà portare alla modifica dello statuto e del regolamento del controllo analogo seguendo le indicazioni ricevute dall’Anac».


Oltre ad avere indicato i componenti del tavolo, attorno al quale siederanno i primi cittadini di Palmanova, Bagnaria Arsa, Ruda, Cervignano e Sangiorgio (nominati dal centrosinistra) e Manzano, Santa Maria la Longa, Castions, Aiello e Latisana (dal centrodestra), l’assemblea ha anche dato il via libera all’allargamento del cda che da tre componenti è passato a cinque, ma in questo caso i primi cittadini del centrosinistra, come annunciato, hanno votato contro. «Una cosa che non era mai successa prima a dimostrazione del fatto che la situazione della Net – ha rimarcato il sindaco di Cervignano, Gianluigi Savino – è grave».

Una frattura nata dopo le dimissioni dell’ex presidente leghista Mario Raggi che hanno fatto decadere tutto il cda. I rappresentanti del centrosinistra avrebbero voluto un amministratore unico, soluzione che il sindaco del capoluogo friulano, Pietro Fontanini era inizialmente pronto ad appoggiare salvo poi valutare che le tempistiche della modifica dello statuto sarebbero andate ben oltre i tre mesi di commissariamento. Da qui il cambio di rotta risultato indigesto ai sindaci del centrosinistra che non hanno indicato un loro rappresentante nel cda. C’è però una sorta di gentlemen agreement che, dopo la modifica dello statuto e del regolamento del Controllo analogo, prevede che il quinto eletto del centrodestra faccia un passo indietro per fare posto a un rappresentante del centrosinistra.

Nel cda guidato dall’ex presidente di Udine e Gorizia Fiere, Luisa De Marco, oltre a Giandavide D’Andreis, espressione di Fdi che ha sostituito il dimissionario Ugo Falcone, e Gianni Petris, scelto da Fi, sono entrati anche l’avvocato Alfrida Bearzotti e l’ingegnere Massimo Cudini.

Dovrebbe essere quest’ultimo, in teoria, a cedere il passo anche per dare risposta ai rilievi dell’Anac molto probabilmente serviranno almeno sei mesi. «È un passaggio fondamentale anche perché – sottolinea Pitton – senza modifiche rischiamo di perdere l’opportunità di operare affidamenti in house. Il primo aspetto su cui bisognerà lavorare sarà la nomina del nuovo direttore che avrà un incarico a tempo indeterminato».—

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