Esercitazioni militari sul Bivera Ritorna la protesta in montagna

Esplosioni e colpi di mortaio si sono susseguiti per una dozzina di giorni Il sindaco: un danno all’ambiente, alla fauna e anche al comparto turistico

/ sauris

Bombe e colpi di mortaio sul Bivera dove si sono appena concluse le esercitazioni militari con l’esplosione di ordigni bellici nello scenario delle Dolomiti, seguiti da una scia di proteste dei residenti che replicano al video ideato dall’esercito per l’operazione Frozen arrow 2021.


«Hanno censurato i nostri commenti di rimostranza» lamentano i cittadini dei comuni che sorgono attorno all’area. Del dicembre 2020, il documento dei sindaci del territorio che avevano chiesto di fermare o ridurre le esercitazioni. L’ordine di sgombero della zona è stato emesso dal comando regionale esercito Fvg, le operazioni si sono svolte nei giorni 2,3,5,8,9,10 e 12 novembre, dalle 8 alle 23 Sul campo fanteria e 7°ed 8° alpini. Politici e popolazione ribadiscono il loro dissenso per una pratica da tempo sgradita. Non più tardi di un anno fa, a dicembre 2020, una commissione formata da 5 sindaci (Sauris, Ampezzo, Forni di Sotto, Prato Carnico e Socchieve), aveva firmato un’istanza per chiedere al Ministero della difesa di fermare o ridurre le sessioni di esercitazione. Nessuna risposta dall’interlocutore. «ll Ministero non ha risposto – fa presente Ermes Petris primo cittadino di Sauris – e le operazioni continuano a svolgersi durante 12 giornate in primavera e 12 in autunno. Danni all’ambiente, alla fauna e al comparto economico e turistico in una zona Sic».

Non è la prima volta che l’opinione pubblica si infiamma per questo. Popolazione saurana allo stremo: «Qui tremano i muri delle case e persino gli animali selvatici impazziscono – dicono –. É ora di finirla».

E se la richiesta di un nuovo disciplinare non bastasse, si ventila anche un’interrogazione per aprire un dialogo tra Regione e ministero della Difesa: «Ribadisco ciò che già avevo espresso sulla questione un anno fa – replica Massimo Moretuzzo capogruppo in Consiglio regionale di Patto per l’autonomia-. Mi sembra anacronistico che vengano fatte ancora queste esercitazioni, con danni dell’ambiente e a in un momento in cui andrebbe incentivato il turismo. Il Friuli ha dovuto già dare troppo alle servitù militari e bisogna cambiare rotta. Solleciteremo la giunta regionale ad avviare un’interlocuzione con il Ministero della difesa e interrompere questa pratica assurda».

La rivista scientifica “Geomorphology”, pubblicava a febbraio 2019, la scoperta di un ingente deposito di ghiaccio sepolto non lontano da Sauris, a quota 1.800 metri sull’altopiano di Casera Razzo, in Carnia. Circa 1-1.5 milioni di metri cubi di ghiaccio sono custoditi proprio nell’area del Bivera. «Ora – conclude Petris – spetta al Ministero della difesa decidere se battere in ritirata o continuare con queste simulazioni di guerra che hanno il solo territorio come vinto». —

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