Fontanini: arrivano i fondi per i passaggi a livello Il comitato: nessun atto

La promessa “strappata” al Ministero dall’assessore regionale Graziano Pizzimenti fa esultare il sindaco Pietro Fontanini: «Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza sono in arrivo i primi 40 milioni di euro per la linea ferroviaria di Udine. Si tratta di un primo finanziamento - spiega , cui seguirà un ulteriore stanziamento da 110 milioni. Grazie a un lavoro di stretta collaborazione con Regione e Governo centrale, confidiamo di realizzare un’opera attesa da decenni dalla città che implica, tra le altre cose, l’eliminazione dei cinque passaggi a livello che tagliano in due la città».

Per Matteo Mansi del comitato sorto proprio per l’eliminazione dei passaggi a livello però non c’è, ancora, nessun motivo per esultare: «Se si avesse a cuore la vita dei cittadini e in particolare di coloro che vivono nelle periferie la politica locale e regionale produrre degli atti concreti che faciliterebbe la dismissione. Quali sono gli atti ufficiali prodotti? Nessuno».


Ma Mansi non si ferma qui: «Come mai nel Documenti Unico di Programmazione, l attuale amministrazione ha stralciato i riferimenti alla dismissione dei passaggi a livello? Non ci sono più riferimenti e quindi la politica cittadina ha di fatto abiurato. Inoltre si dicono cose che non stanno in piedi anche sul piano temporale, in quanto i lavori previsti per il “nodo di Udine”, sono complessi e complicati e sicuramente non finiranno nel 2026, forse nel 2036. Lo dicono i fatti tenendo presente che per fare il raddoppio della linea di cintura che da sopra al Bearzi arriva sotto il cavalcavia di via Cividale, hanno impiegato più di un anno per posare 2/3 chilometri di binario. Figuriamoci quanti anni si dovrà impiegare per posare decine di chilometri di nuovo binario: Udine/Cervignano, sopprimere i passaggi a livello zona Risano e Santa Maria della Longa, rifacimento del Bivio Cargnacco, Bretella per svincolo Gorizia (zona Pradamano), Udine Parco dove sarebbero previsti la costruzione di 3 fasci, sono solo alcuni degli interventi previsti».

E ancora: «Si dimentica che i treni passeggeri già transitano nella tratta interrata, ogni giorno corrono cinque treni passeggeri. Perché allora non trasferire i rimanenti treni passeggeri? Perché Udine deve rimanere prigioniera dei passaggi a livello? La risposta è semplice: la nostra politica è debole e i nostri politici altrettanto. Ciò consente a Rfi di fare “da padrona a casa nostra” considerando Udine una servitù di passaggio per i treni merci e non una città di 100 mila persone. Il danno più grave di questa politica miope e debole è quello di aver permesso l’aumento delle disuguaglianze tra i cittadini di una stessa città. Nei fatti ci troviamo la “Udine bene” fatta di piazze, di cittadini che passeggiano e sorseggiano il caffè e tutti gli altri, la periferia, prigionieri delle sbarre. La cosa più grave ancora è che ci stanno rubando il futuro. Noi del Comitato siamo arrivati a 1.500 firme a favore del parco urbano, una volta dismessi i passaggi a livello». E oggi alle 17 in via Cividale 192, il comitato ha organizzato un altro incontro pubblico sul tema. —



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