Friuli scalo dei narcos: trovati 55 kg di cocaina

Un furgone e un’auto bloccati vicino al casello di Palmanova: tre arresti. Stupefacente destinato ai mercati europei

PALMANOVA

I “narcos” balcanici hanno scelto il Friuli per stoccare i loro carichi di droga milionari e anche come snodo dei traffici che portano la cocaina dalla zona del Mar Nero fino alle principali piazze europee. A testimoniarlo le operazioni della Guardia di finanza di Udine. L’ultima, giovedì 11 novembre, ha portato al sequestro di oltre 55 chili di cocaina (valore oltre 15 milioni) e all’arresto di tre cittadini croati. Meno di sei mesi fa, il 29 maggio, le Fiamme gialle avevano trovato, in un vecchio casolare di Aiello, un quintale di cocaina che agli spacciatori avrebbe fruttato circa 30 milioni.


I Baschi verdi del Gruppo di San Giorgio di Nogaro sono intervenuti nel parcheggio di un grande negozio, vicino al casello di Palmanova, dove erano stati segnalati i continui movimenti, da uno stallo all’altro, di un furgone Mercedes con targa croata. Una volta individuato il mezzo, i militari si sono appostati e hanno notato lo scambio di alcune buste di carta tra il conducente del furgone e le due persone (due croati) che erano a bordo di un’Audi con targa tedesca sopraggiunta pochi istanti prima. Gli investigatori sono intervenuti, bloccando le persone e sequestrando i veicoli. Sul furgone c’era la cocaina. Lunedì il Gip Carlotta Silva ha convalidato gli arresti. I tre si trovano in carcere a Udine e a Trieste. Come hanno precisato i finanzieri in una nota diffusa ieri, «le indagini proseguono per risalire all’origine della droga, presumibilmente proveniente dalla “rotta balcanica”.

I nuovi trend che riguardano i traffici di cocaina evidenziano che i carichi, partendo dai paesi di produzione del sud America, seguono essenzialmente due rotte. La prima è quella che, attraverso il Messico, porta a Usa e Canada. La seconda punta ai mercati europei attraverso tre direttrici: i grandi porti dell’Europa settentrionale; quelli dell’Europa meridionale, spagnoli e italiani e, infine (ed è una novità recente) quelli ubicati nel Mar Nero. In quest’ultimo caso la cocaina o rifornisce direttamente i mercati dell’est e del centro Europa, oppure viene trasportata su gomma (camion e furgoni) verso l’Europa occidentale attraverso la via balcanica che è di certo più dispendiosa, ma risulta ugualmente interessante per le organizzazioni criminali che mirano soprattutto a far arrivare il carico a destinazione grazie a un trasporto per loro più sicuro. Anche gli ultimi rapporti di Europol (l’agenzia europea di contrasto al crimine) e del centro di monitoraggio dell’Unione (Emcdda) hanno ampie parti dedicate proprio ai Balcani, sempre più area chiave del narcotraffico globale. Dei cartelli balcanici fanno parte gruppi criminali serbi, montenegrini e croati capaci di organizzare massicci trasporti di coca dal Sudamerica grazie ai loro contatti nei porti e nelle grandi città europee. —

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