La Città green di Ciriani passa l’esame del consiglio

Aperture di credito anche dalla minoranza. «Il clima politico è cambiato»

C’è il clima che cambia e che va affrontato, anche a livello comunale, con una rivoluzione Green che Pordenone è pronta ad affrontare. E c’è il cima politico che, a detta di maggioranza e minoranza, «è cambiato»: dialogo, fair play, talvolta simpatia reciproca. Il consiglio comunale sulle linee programmatiche di Pordenone ha segnato un tempo nuovo, voto a favore a larga maggioranza.

A partire dai contenuti. Il sindaco Alessandro Ciriani, nel suo intervento (circa un’ora) ha scelto di partire subito dalla transizione ecologica: «La rivoluzione verde investe la responsabilità di tutti. Ci possiamo chiedere: la buona politica ambientale di un piccolo comune può far bene al mondo? Direi di sì» è stata la premessa di Ciriani che ha annunciato una serie di importanti provvedimenti: l’ingresso della tariffa corrispettiva per il rifiuto secco nel 2023, con sperimentazione nel secondo semestre nel 2022, un «atto di democrazia ed equità. Perché si premia chi produce meno rifiuti e si rende anche più responsabile e attivo il cittadino». No al porta porta spinto «tuttavia siamo disponibili a ragionare con l’opposizione su una raccolta differenziata più performante. Nei quartieri si può pensare a una raccolta domiciliare per ulteriori frazioni, in base anche alla morfologia dell’abitato» ha aggiunto il sindaco. Mandato per Gea: un «nuovo centro di raccolta che dovrà sorgere in aree idonea e con standard adatti»; partecipazione al bando ministeriale per realizzare un impianto di pre trattamento per il materiale frutto della raccolta differenziata; nuovi Ave per contrastare l’abbandono dei rifiuti; tentativo di allargare la base di comuni serviti facendo entrare quelli che hanno il contratto in scadenza con Snua.


«Analoghe strategie sul fronte idrico» ha spiegato Ciriani, con il mandato a Hydrogea di lavorare per l’aggregazione con Lta e per la realizzazione di un impianto di trattamento dei fanghi residui della depurazione. «Sul fronte delle partecipate accolgo con favore la proposta della Civica, rispetto alla fiera, affinché la stessa diventi vetrina dell’economia, ma ospiti anche eventi di caratura internazionale, anche sul piano della formazione e potenzialmente dell’occupazione».

E poi il verde: censimento, piano regolatore del verde, regolamento «che sarà fondamentale anche per le imprese che lavoreranno in città» ha precisato l’assessore Monica Cairoli. Attenzione ai cortili scolastici e forestazione urbana che «non vuol dire solo piantare alberi – ha aggiunto Ciriani –, significa anche usare cortili, tetti e facciate, come modalità per combattere riscaldamento globale e pm10». Nel green deal di Ciriani c’è la variante 18 che «ha tolto 40 ettari di consumo di suolo» e contrasta il rischio sismico e idrogeologico, come ha poi precisato Cristina Amirante, c’è la mobilità sostenibile con la revisione del piano del Tpl, la bretella sud sud; smart city con fibra ottica che interesserà 32 mila immobili da qui ai prossimi due anni (ha chiarito Amirante), Ztl con i varchi per la lettura targhe, sostituzione di 9 mila pali della luce e l’inserimento di sistemi di preavviso negli attraversamenti pedonali. E ancora: il completamento della ciclabile fino a parco Reghena e poi alla Burida, un’arena naturale all’imbarcadero del Noncello, il collegamento via fiume tra via Vecchia Dogana, la Fiera e parco Reghena. Proprio l’aver posto l’ambiente al centro dell’intervento, ha fatto breccia anche tra una parte dell’opposizione. L’idillio durerà alla prova dei fatti?.—



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