L’eccellenza dei vini ad alta quota Medaglia d’oro al bianco Solaris

Francesco Mazzolini

/ forni di sotto


La Carnia ha il suo vino di eccellenza. Il 5 novembre 2021, il PriMo 2020, un vino bianco prodotto di uve Solaris 100% made in Forni di Sotto, ha vinto la medaglia d’oro al Piwi wine aword 2021.

Il riconoscimento arriva dal più importante concorso enologico sulle varietà resistenti al mondo. In una degustazione alla cieca, il PriMo si è confrontato con le cantine non solo del Friuli e dall’Italia, ma di tutta l’Europa, vincendo la medaglia d’oro. Il merito è del viticoltore Roberto Baldovin, fornese di 44 anni e laureato in scienze ambientali, che ha creduto nel suo sogno e cercato con l’aiuto di enologi ed esperti un’uva capace di resistere nell’ambiente severo delle Dolomiti.

«Questo risultato giunge dopo sette anni di duro lavoro sperimentale tra i comuni di Forni di Sotto e di Forni di Sopra – spiega orgoglioso Roberto – in cui sono state testate diverse possibili varietà di uve da vino adatte ai climi montani. Abbiamo considerato delle uve che resistessero al freddo invernale, che germogliassero tardivamente e maturassero precocemente. Il Solaris è una di queste. A questo progetto sperimentale, che si concluderà nel 2024, stanno partecipando l’enologo Paolo Valdesolo e Nicola Macrì. Grazie a Flavio De Santa, Andrea Braida, Giulio Sala, Michele Bona, Marioantonio Zamolo, Filiberto Fantin, Federico Fantin e Fabrizio Totis. Merito al sindaco Claudio Coradazzi e a tutto lo staff del Comune di Forni di Sotto per essersi prodigato per lo sviluppo dell’iniziativa».

Virtuoso il ponte creato con l’azienda austriaca Metos e la Amorim Cork.

«Incorso tre progetti – aggiunge il viticoltore fornese-, tappe d’obbligo per la commercializzazione del prodotto. Con il “Progetto Solaris” dal 2015, a 865 metri di altitudine, studiamo l’adattamento di alcune varietà di uve da vino in alta quota (Solaris, Sauvignon Kretos, Soreli, Nermantis, Termantis, Merlot Kanthus, Cabernet Cortis e Julius) e l’incidenza delle malattie (peronospora, botrite, oidio, Black Rot). Con il “Progetto Johanniter”, stiamo provando a Forni di Sotto l’adattabilità di questa varietà ai nostri climi. Il “Progetto Biovitis”, testerà su quattro vigneti esistenti (a Forni di Sotto, Malborghetto Valbruna e in Carinzia) la presenza di rame sulle uve, sul mosto e sul vino, la quantità di acido gluconico e la vitalità dei lieviti.

«Con questo risultato – conclude Baldovin – vorremmo promuovere la grande opportunità di sviluppo in ambito agricolo che ha il nostro territorio. Possiamo affermare che per la montagna friulana il futuro è da scoprire, un futuro più che roseo, anzi rosé, nonostante per ora sia solo bianco, ma che bianco!». —

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