Emergenza dragaggi in laguna la parola spetta all’Avvocatura



Marano Lagunare


Uno spiraglio per la soluzione del problema dei dragaggi nel porto e nei canali lagunari di Marano Lagunare arriva dalla conferenza dei servizi di ieri: la palla è ora passata all’Avvocatura generale dello Stato che ha tempo fino all’8 dicembre per decidere sull’interpretazione delle norme riguardanti il conferimento dei sedimenti.

Alla conferenza dei servizi, tenutasi in via telematica, erano presenti il sindaco Mauro Popesso e l’assessore Sandro Ceccherini di Marano Lagunare e i rappresentanti di Arpa Fvg, dell’Azienda sanitaria Friuli centrale servizio veterinario, delle direzioni regionali coinvolte (patrimonio, usi civici, paesaggistica, e altre), i comandanti delle Capitanerie di porto di Trieste, Monfalcone, Grado, Porto Nogaro, Ufficio Marittimo Locale. Il ministero per la Transizione ecologica ha depositato una nota in cui, ribadendo le perplessità circa le interpretazioni dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Trieste sulla applicabilità dell’articolo 109 del Testo unico ambientale ai dragaggi in laguna, ha evidenziato di non potersi esprimere in assenza del parere dell’Avvocatura generale dello Stato. La conferenza dei servizi era stata aperta ufficialmente il 9 settembre, mentre il secondo appuntamento era stato poi rinviato su richiesta del ministero al 12 ottobre e poi di nuovo spostato al 12 novembre, e quindi posticipato al 25, creando non poco tensione nella cittadina lagunare ormai a livello emergenziale a causa degli incagliamenti che i bassi fondali provocano con ripercussioni economiche importanti.

Ora, siccome ci sono 90 giorni di tempo per concluderla, il termine ultimo sarà l’8 dicembre. I soggetti presenti all’incontro hanno dato parere favorevole alla realizzazione dei lavori, mentre il ministero della Transizione aspetta il parere dell’Avvocatura dello Stato per esprimersi sul parere discordante tra lo stesso ministero e l’Avvocatura distrettuale di Trieste. «Abbiamo remato tutti nella stessa direzione – afferma Popesso –. La necessità di dragare il porto e i canali è diventata ormai inderogabile. Se il parere del ministero non arriverà sarà considerato silenzio assenso». —



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