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Scuola e servizio sanitario: contro il Covid mille dipendenti in più

UDINE. Quasi mille dipendenti pubblici in più da un anno all’altro. In Friuli Venezia Giulia il 2020 ha registrato una crescita dell’1,1% – rispetto al 2019 – del personale del pubblico impiego, appunto, arrivato a sfiorare le 90.000 unità: è l’effetto delle esigenze manifestate dai due principali gruppi contrattuali, la scuola e il servizio sanitario, per fronteggiare le conseguenze dell’emergenza pandemica del Covid-19.

A certificare l’impennata nel settore – cui fa da contraltare il calo di dipendenti ministeriali, regionali e comunali – è un’indagine dell’Ires Fvg, condotta dal ricercatore Alessandro Russo, che ha rielaborato dati forniti dall’Inps e li ha raccolti in una serie di grafici: riportiamo quelli relativi ai dipendenti pubblici divisi per gruppo contrattuale e per provincia, nonché la scheda relativa alle retribuzioni medie.

L’analisi si è spinta più indietro nel tempo rispetto all’arco sopra indicato, costruendo un fotografia che attesta la decisa diminuzione – a partire dal 2014 – del personale delle amministrazioni centrali (-13,6%, fra l’anno appena citato e il 2020) e locali (-8,7%); si è invece mantenuta sostanzialmente stabile la pianta organica delle Università e degli enti di ricerca (+1%, nello stesso periodo di riferimento).

L’incremento rilevato nel 2020 ha riguardato le province di Udine, Pordenone e Gorizia: fa eccezione Trieste, che ha assistito a una consistente flessione nel gruppo contrattuale che comprende le forze armate, i corpi di polizia e i vigili del fuoco.

Va peraltro precisato che questi dati possono anche riflettere variazioni determinate dalla ricollocazione dei lavoratori di alcune istituzioni in un diverso gruppo contrattuale o in un’altra sede lavorativa.

Più contratti a tempo determinato

Il settore pubblico attesta ormai da alcuni anni un aumento dei contratti a tempo determinato, tendenza che nel 2020 ha avuto un’accelerazione (+18%) nei comparti, come detto, della scuola e della sanità. Il primo presenta l’incidenza maggiore dell’occupazione a tempo determinato, che nello scorso anno ha riguardato un terzo dei dipendenti in Friuli Venezia Giulia.

Nel pubblico si rileva inoltre una prevalenza dell’occupazione femminile (59,4%, nel 2020), soprattutto nella scuola (79,3%) e nella sanità (74,9%).

Forze armate, corpi di polizia e vigili del fuoco restano invece settori al maschile (le donne sono appena l’8,9%) e si contraddistinguono per la giovane età dell’organico: solo il 12% dei lavoratori ha più di 55 anni, contro una media generale del 32%.

Nel 2020 è infine aumentata l’occupazione a tempo pieno (+1.334 unità, pari a +1,6% rispetto al 2019) ed è diminuita quella part time (-346 unità, ovvero -4,6%).

Fvg 4º per i dipendenti pubblici

La regione Friuli Venezia Giulia è quarta in Italia per numero di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione. Prima in graduatoria è la Valle d’Aosta, con 10,2 unità ogni 100 residenti, seguita da Trentino Alto Adige (10) e Lazio (8,5). Quinta la Sardegna, con 7,3.

In generale il rapporto è più elevato nelle regioni a statuto speciale, con l’ovvia eccezione del Lazio; solo la Sicilia (6,3) risulta in linea con la media nazionale (6,0).

Tre province della nostra regione si collocano entro i primi quindici posti: Trieste (con 9,6 dipendenti pubblici ogni 100 residenti) è terza dopo Bolzano e Aosta, Gorizia 13ª (con 7,4) e Udine 15ª (7,2). Pordenone presenta un quoziente meno elevato (6,5), comunque leggermente superiore alla media italiana.

A Trieste le retribuzioni più alte

In regione, nel 2020, la retribuzione media dei dipendenti pubblici – in termini di imponibile previdenziale annuo – è stata pari a 32.825 euro.

In base al gruppo contrattuale di appartenenza si nota una forte variabilità: all’Università e negli enti di ricerca la media è di 46.237 euro all’anno, mentre nella scuola il valore è inferiore di 24.000 euro, anche perché incide negativamente la componente precaria.

Se si considerano esclusivamente i lavoratori a tempo indeterminato e pieno i divari si attutiscono un po’, ma fra i due gruppi restano comunque netti (50.434 euro contro 29.607).

Sempre prendendo i considerazione solo i tempi indeterminati full time, si può anche osservare che le donne guadagnano in media circa il 21% in meno rispetto agli uomini: nella sanità il gap più marcato, quasi il 22% in meno.

E in provincia di Trieste si riscontrano le retribuzioni più elevate: 34.420 euro nel 2020, 1.600 euro in più della media regionale.

A livello nazionale la provincia giuliana si posiziona al quinto posto, dopo La Spezia (36.934 euro di media), Bolzano (35.920), Roma (35.691) e L’Aquila (34.459).

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