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In Fvg nuovi positivi ancora in aumento: la curva sta salendo da sette settimane

La zona gialla e il Green pass rafforzato dovrebbero frenare la crescita, ma gli effetti non si vedranno nel breve termine

UDINE. La nuova ondata di contagi non si ferma: nell’ultima settimana sono risultate positive 4.216 persone, contro le 3.810 dei sette giorni precedenti. Questa corsa verso l’alto della curva dei contagi sta proseguendo da sette settimane, con conseguenze a catena anche sui ricoveri ospedalieri il cui dato misura concretamente la gravità del momento. Anche questi ultimi sono in crescita, non per niente la nostra regione – unica in Italia – ha superato i limiti che fanno scattare la zona gialla.

Questa progressione dei positivi è evidente nei grafici elaborati dal professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università di Udine.

«La crescita dei contagi prosegue – osserva il docente – : si può notare un certo rallentamento, ma non ancora un appiattimento. Lo si vede anche dalle percentuali di crescita: negli ultimi sette giorni si è avuto un incremento dei positivi pari all’11 per cento, inferiore a quelli delle settimane precedenti, che andando a ritroso erano stati del 17 per cento e del 42 per cento. Vediamo quindi che la curva ha una sua inerzia, sta correndo ancora verso l’alto, ma sta riducendo la spinta».

Tenendo conto che da oggi il Fvg sarà zona gialla e che entreranno in vigore limitazioni mai adottate in precedenza come quelle del Green pass rafforzato, ci si può chiedere quando si vedranno gli effetti concreti con l’abbattimento dei contagi. Durante la pandemia abbiano già assistito più volte ad applicazioni di zone a colori e mediamente bisognava attendere quindici giorni prima di assistere a una ricaduta sui nuovi positivi. Ora cosa accadrà? «L’anno scorso abbiamo già potuto sperimentare che la zona gialla in sé non produceva effetti consistenti nella riduzione dei contagi. Bisognava applicare le restrizioni della zona arancione o della zona rossa per vedere una diminuzione dei positivi – fa notare Della Mea – . Ora abbiamo delle cose in più e delle cose in meno. Stiamo vedendo che i contagi colpiscono soprattutto una parte della popolazione, quella dei non vaccinati. E stiamo anche assistendo alla somministrazione delle terze dosi. La situazione è dunque complessa e diversa dal passato.

L’inerzia finora è stata quella della crescita dei contagi ed è possibile che anche in questa occasione ci vogliano almeno due settimane prima di vedere un effetto delle restrizioni. Per il momento vediamo che questa leggera diminuzione della velocità di crescita della curva dei contagi sta provocando un aumento dei ricoveri costante nelle aree mediche, mentre sono costanti i numeri delle terapie intensive. Visto che la platea delle persone che si possono infettare è ridotta rispetto al passato, possiamo pensare che sarà difficile assistere ancora a una crescita ripida dei nuovi positivi. Si andrà verso l’appiattimento».

Questo lento, ma continuo progredire dei contagi si sta riflettendo sul numero delle persone decedute che è ovviamente in diretta proporzione con la quantità delle persone infettate, che poi affluiscono nelle aree mediche e quindi nelle terapie intensive. Nei casi più sfortunati il percorso si conclude con la morte. Nell’ultima settimana i decessi in regione di persone contagiate sono stati 38. Andando a ritroso le morti settimanali erano state 31, 24, 19 e 10 per limitarci ai periodi più recenti. Numeri che fanno del Friuli Venezia Giulia una delle regioni con il più alto tasso di decessi: 3,13 ogni centomila abitanti, di quattro volte superiore alla media italiana che è pari allo 0,82.

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