Un martedì di scadenze fiscali: dal Friuli tasse per 600 milioni

Le imprese fanno i conti con il pagamento degli acconti di Ires, Irap e Irpef. Artigiani e lavoratori autonomi alle prese con i versamenti dei contributi Inps

UDINE. Lunedì e martedì saranno due giorni da “incubo” anche per gli imprenditori del Fvg che saranno chiamati a onorare la scadenza fiscale più onerosa dell’anno.

Tra il pagamento degli acconti Ires, Irap, Irpef e dell’imposta sostitutiva in capo alle attività in regime forfettario, l’Ufficio studi della Cgia di Mestre stima che le imprese saranno chiamate a pagare all’Erario almeno 600 milioni di euro.

Gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi, inoltre, pagheranno all’Inps anche i propri contributi previdenziali.

A fronte di questa situazione non mancheranno casi in cui sarà difficile onorare questa scadenza: purtroppo, come segnalato dalla Cgia, la mancanza di liquidità sta tornando a essere un problema assillante, soprattutto per tantissime imprese di piccole e micro-dimensioni.

Le scadenze

Nel dettaglio, entro il 30 novembre bisognerà provvedere al pagamento dell’autoliquidazione della seconda o unica rata dell’acconto di Irap, Ires, Irpef e Cedolare secca; del secondo acconto per i contributi Inps sul reddito eccedente il minimale per artigiani e commercianti; dell’acconto sui contributi Inps dei professionisti iscritti alla gestione separata.

Scadenza fissata al 30 novembre anche per le rate dei versamenti da Dichiarazione dei redditi, e per la tredicesima rata della definizione agevolata degli atti di procedimento di accertamento, per i versamenti delle rate da pagare nel 2020 e nel 2021 per la Rottamazione Ter delle cartelle e del Saldo e stralcio.

Verso dicembre

Anche dicembre sarà un mese particolarmente impegnativo sul fronte fiscale. Entro il 16 dicembre, infatti, anche le aziende del Fvg dovranno versare i contributi previdenziali e assistenziali e le ritenute Irpef dei propri dipendenti e collaboratori.

Dovranno, inoltre, pagare l’acconto dell’imposta sostitutiva sui redditi da rivalutazione del Tfr, il saldo dell’Imu su capannoni, uffici, negozi e l’Iva del mese di novembre, sempreché si tratti di contribuenti mensili. Entro Natale dovranno liquidare anche le tredicesime ai propri dipendenti.

Chi non paga

L’ordinamento tributario, ricorda l’Ufficio studi della Cgia, impone al contribuente una sanzione dell’1 per cento dell’importo da versare al fisco per ogni giorno di ritardo entro il 15° dalla scadenza.

La percentuale sale al 15 per cento se il pagamento viene effettuato entro il 90° giorno dalla scadenza. Per omesso pagamento o per versamento effettuato dopo 90 giorni dal termine previsto per legge, la sanzione sale al 30 per cento dell’importo da versare all’erario.

Si può ricorrere al “ravvedimento operoso”, a condizione che si versi sia l’importo non versato che la sanzione ( che viene opportunamente ridotta) e gli interessi. 

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