Addio a don Annilo, creò il presepe di Ara

Aveva 85 anni. Per un ventennio ha diretto la fanfara e il gruppo dei danzerini di “Rosade furlane”. Domani i funerali



/ tricesimo


Laddove il terremoto aveva portato morte e dolore, lui fece rinascere la speranza sotto il segno della Natività. Don Annilo Genero, 85 anni, morto all’alba di ieri all’ospedale di Udine dove era ricoverato da un paio di settimane, sarà ricordato come il padre del presepe più grande d’Europa. In realtà don Annilo, per 53 anni parroco ad Ara Grande, con la sua capacità di aggregare e la sua grande operosità è stato il collante di una comunità che si è distinta anche per la musica, la danza e il folklore, utilizzati come strumenti di coesione sociale. Era nato il 4 agosto del 1936 a Milano, dove il padre Antonio e la madre Olga avevano deciso di trasferirsi all’inizio degli anni Trenta per sfuggire alla miseria.

La famiglia, che aveva origini contadine, proveniva da Ruscletto. Si era trasferita a Giavons, frazione di Rive D’Arcano, dove i coniugi Genero fecero ritorno al tempo della Seconda guerra mondiale con i figli Annilo, Ivano, Rino e Maria Teresa. Dotato di una fervida intelligenza e di grande ingegno, don Annilo prima di prendere i voti dirigeva il coro di Giavons insegnando musica e canto ai ragazzi della parrocchia. Frequentò il seminario assieme al coetaneo don Elio Nicli e fu ordinato sacerdote il 29 giugno del 1961. Una delle sue prime destinazioni, come cappellano, fu la parrocchia di San Giovanni al Natisone.

Risale al 1968 il suo arrivo ad Ara di Tricesimo.

Appassionato di fotografia, si dilettava a immortalare vicende e tradizioni locali.

Al suo arrivo si occupò del gruppo folkloristico Rosade Furlane, da poco fondato, dandogli una nuova impronta. «Per un ventennio è stato la guida della fanfara di ottoni e del gruppo di danzerini “Lis Paveutis” – ricorda l’attuale direttore Paolo Del Pino –. Non solo seguiva personalmente tutte le prove – spiega –, ma accompagnava il gruppo nelle numerose esibizioni presso i Fogolars Furlans di tutta Europa».

Quello che distingueva don Annilo, però, come spiega il cugino, monsignor Guido Genero, «era la capacità di educare i ragazzi, di coinvolgerli nelle iniziative grazie all’intelligenza, alla capacità organizzativa e all’apertura mentale che lo contraddistinguevano».

Operatore instancabile dotato di rara intelligenza, seppe creare una fusione all’interno del gruppo intorno al quale gravitava un universo giovanile che andava dai 5 ai 27 anni. Il presepe nacque ad Ara fra le tende del terremoto, dove don Annilo rimase per qualche tempo e sotto la sua sapiente guida crebbe, anno dopo anno, in mezzo ai prefabbricati fino a diventare il più grande d’Europa. Una tradizione che si interruppe quando, a causa dei suoi problemi di salute, don Annilo dovette ritirarsi alla Fraternità sacerdotale.

«Interpretando il dolore della comunità per la scomparsa di don Annilo – commenta il sindaco di Tricesimo Giorgio Baiutti – non si può non ricordare il suo straordinario impegno nei confronti dei giovani e delle persone che soffrono. L’attività cinquantennale per la Banda musicale e il gruppo folkloristico di Rosade Furlane, la realizzazione dei presepi e le lucciolate per la Via di Natale hanno coinvolto tre generazioni di tricesimani e saranno nei loro cuori e nella memoria di tutti i friulani».

Un cordoglio cui si unisce il sindaco di Rive D’Arcano Gabriele Contardo, per il quale don Annilo ha rappresentato «un sacerdote capace di interagire con il territorio anche in termini sociali e culturali, promuovendo nel contempo l’unità e la collaborazione tra le persone».

I funerali saranno celebrati domani, martedì, alle 15 nella chiesa di Ara, dove la salma giungerà alle 11. —

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