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Corteggiato da no pass di estrema destra, cattolici ultra conservatori ed ex grillini: ecco chi sponsorizza il tour No pass di Puzzer

Corteggiato da no pass di estrema destra, cattolici ultra conservatori ed ex grillini vicini ad Alessandro Di Battista. Stefano Puzzer sta al gioco e gira l’Italia a velocità vorticosa, stringendo relazioni sempre più salde con l’ala no vax e con movimenti politici nazionali, che con ogni probabilità hanno preso a finanziare l’attivismo del portuale triestino.

Nell’annunciare il blocco dello scalo dal 15 ottobre, il Clpt ha aderito allo sciopero a oltranza di un oscuro sindacato denominato Fisi, con sede in provincia di Salerno.

Fra i dirigenti c’è il veneto Dario Giacomini, medico no vax (sospeso dalla professione) ed ex candidato alla Camera per Casa Pound, come altri membri del direttivo. Giacomini è apparso durante le giornate di Trieste e con Puzzer ha dato vita al Coordinamento 15 ottobre, che ha appena annunciato alla presenza del portuale la nascita di una Commissione medico scientifica che chiede di confrontarsi al più presto con il Cts del governo su efficacia e controindicazioni dei vaccini, opportunità della profilassi per i bambini e contagiosità delle persone vaccinate.

Di amicizie e ammiratori Puzzer ne sta pescando anche in altri ambiti. Primo fra tutti quello dell’integralismo cattolico, che in piazza Unità si è distinto con processioni improvvisate e rosari recitati in mezzo alla strada.

Movimenti millenaristi legati al culto della Madonna di Medjugorje, di cui fa parte anche Fabio Tuiach. E così Puzzer finisce trasfigurato sui social accanto a padre Pio e Gesù, in post che gli attribuiscono la paternità della “Prima lettera ai Corinzi”.

Ci sono poi le relazioni con l’ala no vax, testimoniate dalla partecipazione alla presentazione del libro “Io nego”, il cui autore Emanuele Franz è fan dell’ideologo della destra russa Alexander Dugin. Sono freddi, invece, i rapporti con la sinistra antagonista, le cui anime sono una delle costole del Coordinamento no Green pass di Trieste.

Puzzer piace pure ai parlamentari. A cominciare dal senatore di Italexit Gianluigi Paragone, venuto ad abbracciarlo al varco 4 del porto.

All’alba del 15 ottobre erano presenti in città anche tre onorevoli fuoriusciti dal M5s: Pino Cabras, Mattia Crucioli e Massimo Baroni, tra i fondatori del gruppo L’alternativa c’è, schierato contro il Green pass e il governo Draghi.

“Ciccio”, com’è soprannominato in banchina, ultimamente va a braccetto con Baroni, la cui pagina Facebook è un’ode quotidiana alle sue gesta. Il parlamentare è vaccinato, come Puzzer, ma come lui è in guerra contro il certificato verde. Insieme girano il Paese in auto nella raffica di tappe che l’ex sindacalista triestino sta facendo su e giù per l’Italia.

Baroni è stato eletto in Lazio, ma in gioventù ha studiato psicologia a Trieste. Raggiunto al cellulare, dice che richiamerà ma sparisce. Sul suo blog scrive di aver frequentato in città anche un non meglio identificato «Istituto per lo sviluppo spirituale ed umano», dove ha approfondito «un percorso di bioenergetica, attraverso tecniche di meditazione di diverse culture e uno studio della storia delle religioni orientali, con la possibilità di sperimentare stati alterati di coscienza».

Sempre a quei tempi risale il rapporto con Alessandro Severi, una sorta di guru spirituale, candidato del Movimento 3V alle ultime elezioni comunali triestine, in cui il partito no vax ha raccolto un sorprendente 4% e fatto proprie le istanze indipendentiste che stanno alla base della nascita del sindacato Clpt di cui Puzzer era leader.

Da fine settembre Baroni fa circolare sui social i volantini del Clpt. Ora segue Puzzer e Rizzo in molte delle trasferte organizzate. Solo negli ultimi dieci giorni gli irriducibili triestini del Green pass sono stati a Torino, Milano, Cesena, Pescara, Mestre e Taranto, da dove Puzzer ha annunciato una prossima manifestazione no pass al confine con l’Austria, nonché la sua presenza martedì a Ginevra alla sede dell’Onu, contro «l’esperimento» in atto e per parlare dei «numeri veri».

Non sono mancati incontri con altri portuali a Genova, La Spezia e Marsiglia, senza dimenticare la protesta a Roma, dove Puzzer si è installato con un tavolino a piazza del Popolo: aspettava provocatoriamente il Papa e le potenze mondiali, ma è stato raggiunto solo dal foglio di via della Questura.

Ma chi sostiene tutto questo attivismo? Puzzer è fra i «200 lavoratori con le palle – come li chiama lui – che a Trieste sono rimasti a casa senza stipendio: i sacrifici siamo noi in primis che li stiamo facendo». I viaggi li deve pagare allora qualcun altro e la presenza del deputato di Alternativa è più che un indizio.

No vax, no pass, estrema destra, medici sospesi, cattolicesimo ultra conservatore, ex grillini, ex leghisti, istanze antieuropeiste e indipendentiste. Tutto condito da ampio ricorso alle teorie del complotto.

Se esista il progetto di un nuovo partito politico dietro tutto questo, lo dirà il tempo. Puzzer viene lusingato dalla politica, ma lui continua ad assicurare di voler «tornare a fare il portuale quando questo schifo di Green pass sarà eliminato». —

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