Contenuto riservato agli abbonati

Focolai quintuplicati nelle scuole: colpiti i ragazzi tra i 10 e i 19 anni

LaPresse

UDINE. Il contagio corre sui banchi di scuola. Nell’ultimo mese in regione il numero dei focolai scolastici è quintuplicato, è passato da 17 a 89 unità.

La popolazione scolastica non vaccinata, in particolare i bambini da 10 a 12 anni, è la più colpiti dal virus, basti pensare che, nella fascia tra 10 e 19 anni si registrano 480 casi per centomila abitanti, quando a livello regionale lo stesso tasso non supera le 350 unità.

Non a caso i ministeri dell’Istruzione e della Salute avevano stretto le maglie per far scattare prima la didattica a distanza: con un contagiato in classe i dirigenti avrebbero dovuto attivare le lezioni online.

Ma nella serata di martedì 30 novembre c’è stato il dietrofront. Palazzo Chigi, attraverso la struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, ha messo a disposizione nuove risorse per il tracciamento del contagio e ripristinato le vecchie regole sui contagi a scuola.

I focolai scolastici

Ormai da settimane il 25 per cento dei casi diagnosticati in Friuli Venezia Giulia vengono rilevati nella fascia d’età tra 10 e 19 anni. Analoga la situazione sul fronte dei focolai.

«Nella settimana tra il 15 e il 21 novembre – spiega il coordinatore della task-force regionale, l’epidemiologo dell’università di Udine, Fabio Barbone – sono stati registrati 89 focolai scolastici, 49 nella settimana precedente mentre in quella prima ancora erano 34. Al 21 ottobre il numero non superava le 17 unità. In un mese siamo passati da 17 a 89».

Il dato è quintuplicato e Barbone spera di poter dire – mercoledì 1 dicembre – che il trend è stabile. Proprio mercoledì il coordinatore analizzerà i dati dell’ultima settimana anche perché il numero di Pordenone che ha già ricevuto, rispetto alla settimana precedente, è rimasto invariato.

Ma per aver il quadro completo è fondamentale analizzare le rilevazioni di Udine, la provincia con il maggior numero di istituti scolastici. «Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, tra i bambini non vaccinati da 6 e 11 anni, la trasmissione del virus aumenta».

Barbone lo fa notare per spiegare che le scuole non sono luoghi a rischio contagio, ma inevitabilmente i bambini non vaccinati perché non possono farlo, diventano vettori dell’infezione e, a loro volta, soggetti più a rischio. In molti casi contagiano anche i parenti.

Il monitoraggio

Che il contagio nelle scuole sia in aumento lo conferma anche l’ultimo monitoraggio pubblicato dall’Ufficio scolastico regionale, aggiornato allo scorso 21 novembre.

Diciamo subito che ora, rispetto a quella data, i numeri possono essere superiori: la scorsa settimana si contavano 3.535 studenti e 218 docenti in quarantena, 775 tra alunni e studenti positivi e 137 insegnanti.

Ma a evidenziare l’andamento del contagio è il numero delle classi in quarantena che in una sola settimana è passato da 181 a 265. In tono un po’ minore, l’infezione colpisce pure il personale tecnico amministrativo: nelle 137 scuole tra le 167 monitorate, la scorsa settimana sono stati rilevate 22 positività con 32 persone in quarantena.

La situazione viene seguita anche dal vice presidente con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che da settimane osserva l’innalzarsi del contagio, fino a toccare il 25%, nella fascia d’età da 10 a 19 anni. E anche in questo caso i più colpiti sono i bambini che non rientrano tra la popolazione vaccinabile.

Ricordiamo che solo da pochi giorni l’Ema e l’Agenzia italiana del farmaco hanno autorizzato la vaccinazione anti Covid nella fascia d’età tra 5 e 11 anni. La campagna vaccinale, infatti, dovrà essere adeguata.

Il pasticcio delle circolari

Nelle scuole era tutto pronto per applicare la circolare ricevuta lunedì sera dai ministeri della Salute e dell’Istruzione. I presidi erano pronti a far scattare la didattica a distanza in presenza di un contagio. Poi martedì è giunta la retromarcia e tutto è tornato come prima.

Nelle scuole superiori la didattica a distanza scatta in presenza di tre positivi per classe. I ragazzi vengono sottoposti a tampone molecolare e, generalmente, in un giorno ricevono il risultato. Se sono negativi rientrano in classe.

Da mercoledì si torna ad applicare queste regole anche se una certa confusione si aggiungerà alle conseguenze dell’obbligo vaccinale che, alla scadenza dei termini, costringerà i dirigenti scolastici a trovare nuovi supplenti per sostituire i docenti non vaccinati.

Soprattutto per certe materie, matematica è tra queste, non sarà un’impresa facile. —

Video del giorno

Covid Watch. Ensovibep: cosa sappiamo del nuovo farmaco

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi