Presotto ad Alba22: salvi 79 lavoratori

Firmato il contratto d’affitto. Dopo il fallimento, l’azienda di Brugnera è pronta a ripartire. I dipendenti saranno riassorbiti a gennaio

È pronta a ripartire, sotto l’ala del gruppo Estel di Thiene, la storica azienda di Brugnera Presotto industrie mobili spa. Salvi 79 posti di lavoro su 105. Gli altri continueranno a fruire della cassa integrazione per un anno.

Alcuni hanno dato le dimissioni. È stato siglato ieri dal notaio il contratto d’affitto d’azienda che consegna l’azienda, fallita l’8 novembre, nelle mani della Alba22 srl, controllata del gruppo Estel.

Una volta conclusa la locazione, l’affittuario acquisirà la Presotto: l’impegno è stato assunto prima dell’asta da entrambi i competitors in lizza, la Domi srl di San Giovanni al Natisone e il gruppo Estel.

Con un rilancio di 525 mila euro l’azienda friulana si era aggiudicata l’asta, ma il contratto era sfumato dopo il veto posto dall’assemblea dei lavoratori all’accordo sindacale. Su Alba22, invece, si è registrata convergenza di intenti.

L’azienda veneta ha raggiunto un’intesa con Feneal-Uil, Filca Cisl e Fillea-Cgil. L’accordo ha disciplinato le condizioni di riavvio dell’attività industriale con i 79 lavoratori (saranno riassorbiti entro il 17 gennaio), ha regolato le condizioni economiche e normative (mantenute e garantite ai dipendenti) e sono state firmate le liberatorie per i crediti di lavoro pregressi (a carico del fallimento).

Hanno convinto sindacati e lavoratori le prospettive industriali di Alba22, le sue potenzialità commerciali e la sostenibilità finanziaria del piano. Alba22 si prefigge di «ricondizionare e nel prossimo futuro rinnovare il parco macchine», in particolare per la verniciatura, sistemare gli impianti e le caldaie e, compatibilmente con le disponibilità, razionalizzare gli spazi negli opifici.

Sotto il profilo commerciale, invece, prevede di potenziare il brand di Presotto a livello internazionale, interfacciandosi con l’Estel group e partecipando alle più importanti fiere di settore. Anche l’organizzazione del lavoro sarà rivisitata e potrà contare sull’interazione fra la sede di Maron di Brugnera con gli uffici della capogruppo, consentendo di utilizzare i programmi più evoluti sia dal punto di vista tecnico progettuale che amministrativo e commerciale.

I sindacati, pur consapevoli delle difficoltà del settore e della necessità di realizzare interventi importanti per ridare credibilità al marchio e prospettive manifatturiere al sito di Maron, confidano «nell’attuazione degli interventi programmati e nella possibilità di garantire stabilità occupazionale e reddituale ai lavoratori riassorbiti dalla nuova società».

Alba22 ha rimarcato la sfida che pone il riavvio industriale di una manifattura complessa come quella della Presotto, tenendo conto anche dei tempi di riavvio necessariamente dilatati rispetto alle previsioni originarie, ma ritiene che l’azienda e i prodotti della stessa possano avere un futuro e rappresentare ancora un’eccellenza per il Distretto del mobile.

Soddisfazione sia per la conclusione della vicenda, che garantisce gran parte dei posti di lavoro, sia per le prospettive industriali che si affacciano nuovamente per lo storico marchio Presotto è stata espressa da Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico che ha sottolineato come «attraverso l’assistenza garantita dalla Territoriale si sia potuto affrontare con le parti sociali la gestione di una elaborata trattativa, la condivisione di un accordo complesso e, soprattutto, la verifica del valore e dell’attendibilità degli impegni industriali presi dalla nuova compagine societaria». 

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