Tre sindacati all’attacco: «Ora è stato di agitazione»

«Chiuse 4 sale operatorie, medicine convertite in reparti Covid, servizi al minimo» Cgil, Uil e Nursind entro 5 giorni dal prefetto con la direzione Asfo. La Cisl si dissocia

Cgil, Uil e Nursind hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale del comparto sanità. Entro cinque giorni il prefetto dovrà convocarli insieme alla direzione generale dell’Asfo (azienda sanitaria Friuli Occidentale) per un tentativo di “raffreddamento” e in caso di mancato accordo i sindacati annunciano ulteriori iniziative.

I sindacati si sono detti «costretti a farlo. Abbiamo percorso tutte le vie istituzionali, di dialogo e incontro con i vertici aziendali, ma non abbiamo ottenuto risposte».


Hanno rilevato che l’azienda che, pur sapendo che ci sarebbe stata l’ondata Covid di adesso, non si è organizzata con reparti e percorsi di malattie infettive e in primavera non è stato assunto personale «nonostante leggi che permettono la deroga sulle assunzioni. Adesso il personale a tempo determinato è stato rinnovato sino a dicembre anziché per un anno e il piano assunzione è insufficiente per le esigenze aziendali».

Conseguenza secondo Cgil, Uil e Nursind è «la chiusura di quattro sale operatorie di Pordenone, la conversione delle medicine di Pordenone in Covid-19, della chirurgia della mano in reparto di quarantena e l’ortopedia di Pordenone si occupa soltanto della traumatologia, riducendo ai minimi termini i servizi erogati e potendo solamente mantenere prestazioni di urgenza e oncologiche, provocando in alcuni ambiti interruzione di pubblico servizio». I sindacati hanno evidenziato che la trasformazione della Rsa di Maniago in reparto Covid «limita ulteriormente l’assistenza territoriale ai cittadini». Hanno, poi, sottolineto che nei reparti non Covid «quando va bene vi è una media di un infermiere ogni dodici pazienti nel turno diurno, che si abbassa drasticamente nel turno notturno. Nella medicina di San Vito al Tagliamento la proporzione nel turno della mattina e del pomeriggio è di 18 pazienti per un infermiere e di notte è di 27. In un reparto Covid come la pneumologia, abbiamo la presenza di quattro infermieri nei turni di mattina e pomeriggio e tre nel turno di notte, per quanto attiene agli operatori sociosanitari la presenza è di tre nel turno della mattina, due nel pomeriggio e uno di notte». Inoltre a loro dire «il numero degli operatori sociosanitari risulta insufficiente per le attività quotidiane, in special modo nel turno pomeridiano, dove la proporzione ottimale sarebbe una coppia ogni sei pazienti. I numeri appena descritti quindi devono essere raddoppiati, almeno per dar modo di effettuare percorsi sporco/pulito per ridurre il rischio di diffusione del virus».

E ancora, secondo i sindacati, l’avviso per reclutare nuovi infermieri a tempo determinato non permetterà di assumerli prima di febbraio: «Nonostante gli incontri con la dirigenza aziendale, allo stato attuale nulla è stato realmente fatto per permettere a ogni operatore di svolgere adeguatamente il proprio ruolo, anzi con il tempo si sono evidenziate diverse incongruenze e mancanze che, a nostro avviso, non permettono di lavorare in sicurezza e di garantire il minimo grado di qualità di servizio alla cittadinanza».

I sindacati hanno chiesto «il rinnovo per almeno un anno del personale a tempo determinato in scadenza il 30 dicembre 2021. Per far fronte alle necessità dettate dalla pandemia e il ripristino delle attività ordinarie, l’assunzione di 80 infermieri e 50 operatori sociosanitari a tempo indeterminato. Infine la revisione del fabbisogno aziendale del personale».

Non ha aderito a tale posizione la Cisl, secondo cui «proclamare l’ennesimo stato di agitazione è un’ulteriore azione evitabile (lo stato di agitazione c’è già) che ulteriormente divide e indebolisce il fronte sindacale finendo, paradossalmente, per dare forza all’azienda e indebolire lavoratrici e lavoratori» ha commentato Daniela Antoniello. —

D.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Tonga, case a pezzi e auto accartocciate tra le palme: il video del ministro del Commercio

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi