Ciriani all’Ute annuncia «investimenti per milioni da attuare in soli 6 anni»

Per spiegare l’aumento fiscale: «Non possiamo usare i fondi per la parte corrente In più dobbiamo assumere figure che non ci sono»

Nella città che il sindaco Alessandro Ciriani ha disegnato al pubblico dell’Università della terza età, nell’ abituale appuntamento annuale, ci sono investimenti per molti milioni di euro, già in cassa: una ventina solo per le scuole (di cui 11,6 per la Lozer), 30 milioni per il progetto Pinqua (quelli che prevedono, oltre agli alloggi di housing sociale, la riqualificazione dell’ex birreria e dell’ex battirame, nonché dell’ex Cral di Torre). Poi ci sono altri 20 milioni – questi non ancora certi – che potrebbero arrivare per il polo Young (la riqualificazione dell’ex fiera, la ciclabile di via Matteotti, il parcheggio interrato di piazza del Popolo che in ogni caso sarà costruito).

C’è ora la partita del Pnrr, che da sola vale tra i 50 e 60 milioni di euro. «Il problema è che tutti questi finanziamenti – ha spiegato il sindaco – vanno realizzati in tempi molto stretti: il Pinqua entro il 2025, i progetti del Pnrr entro il 2026. Il Comune non ha il personale per poter seguire tutte queste opere e quindi dovrà dotarsi di figure specializzate». Il costo per i tecnici non è però compreso nel quadro economico delle opere e non ricade negli investimenti. Il paradosso, ha provato a spiegare il sindaco, è che il Comune ha ottenuto decine di milioni di euro per proseguire nel piano di rigenerazione urbana, «ma i fondi per gli investimenti non si possono usare per la spesa corrente». Quest’ultima cresce – gli altri aumenti sono legati ai costi di energia, gas, appalti («per il ponte Meduna abbiamo 23 milioni di euro, ma potrebbero non bastare visti i rincari delle materie prime» – e per coprirla il Comune dovrà ritoccare l’addizionale Irpef.


Non aumenterà la Tari, ma cambierà semmai il modo di calcolarla. «Come avrete letto sono contrario al porta a porta spinto, perché non credo possa funzionare dove ci sono tanti condomini – ha argomentato Ciriani –. Come però ho avuto modo di dire in uno degli ultimi consigli comunali, sono disponibile a trovare un punto di incontro con l’opposizione. Si potrebbe pensare per esempio a un porta a porta per i rifiuti la cui qualità va migliorata, come carta e plastica».

Ciriani ha poi ricordato che esiste già il porta a porta per il rifiuto secco e «dal 2023 Gea passerà alla tariffa corrispettiva, per cui pagherete per quanto produrrete e la tariffazione sarà operata da Gea». Sulla società dei rifiuti il primo cittadino ha anche anticipato: «Aprirà uno sportello per l’utenza in piazza Risorgimento, così da essere facilmente raggiungibile per i cittadini». Per quanto riguarda Hydrogea, «a breve sarà inaugurata la nuova sede, che mi pare venuta molto bella. È costata troppo? Io credo che se non l’avesse comprata un ente pubblico, nessun privato avrebbe rilevato i Magazzini del lavoratore e sarebbe stato un delitto perdere un pezzo di archeologia commerciale». Sul tema dell’acqua «dobbiamo ricordarci che siamo terzultimi per depurazione in Italia, per cui bisogna proseguire con gli interventi nell’ambito delle fognature. La cosa incoraggiante è che molti cittadini di aree non serviti ci chiedono di realizzare le fognature».

Non è mancato un passaggio sul tema dell’ospedale, innestato dalla viabilità e dall’ingresso in vial Rotto che impone la la costruzione della ciclabile sul lato delle abitazioni. «Chi oggi critica avrebbe dovuto pensarci quando spinse per realizzare l’ospedale in via Montereale. Se mettete assieme i fondi stanziati più i 49 milioni per le tecnologie che non c’erano, i 2,4 per la viabilità che non c’erano, e quelli che serviranno per riattare i vecchi padiglioni, 20 solo per l’A, troverete che con quei fondi si sarebbe potuto realizzare un ospedale nuovo, in Comina, senza nemmeno la finanza di progetto». Ma ha poi chiuso: «Inutile guardare al contenitore, oggi dobbiamo concentrarci sui contenuti». —



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