Ultimato a Carpeneto il ripristino dell’ex cava Buttò

Sanate dopo trent’anni le irregolarità che gravavano sul sito La nuova proprietà valuta le opportunità per la riconversione

POZZUOLO

Completato il ripristino a verde dell’ex cava Buttò di Carpeneto. Soddisfazione è espressa dal sindaco Denis Lodolo, che si è avvalso delle competenze dell’assessore Isabella Garbino. Dopo 30 anni è sanato dunque un abuso che gravava sul sito, un grande invaso che si trova a margine della strada che porta a Sclaunicco, a cura del nuovo proprietario Ecotiare srl (legale rappresentante Raffaella Midolini), che ha sostenuto la spesa di 250 mila euro. In parte della cava, sfruttata per il prelievo di ghiaia dal 1983 per 800 mila metri cubi, dal ’90 la società ex Praedium aveva conferito rifiuti urbani per 160 mila metri cubi, circa il 20% della capienza.


Ora tale discarica, in pericoloso stato di degrado, sta per essere trasferita nelle competenze del Comune in attesa di bonifica, mentre il resto dell’invaso era rimasto nudo senza il necessario inerbimento previsto in fase di progetto e che la Regione aveva sollecitato.

Senza messa in sicurezza del fondo della cava e ripristino ora attuato nessun nuovo progetto avrebbe potuto essere avviato. Si è cercato di riempire anche il resto della cava con rifiuti: nel ’98 il consorzio A&T 2000 con la società Ecofelix (Buttò, Toso, Midolini), poi ancora nel 2001 e nel 2012, ma c’è stata opposizione dei comitati e infine anche dal Comune di Pozzuolo, cui si è aggiunto quello di Lestizza, che sarebbe stata penalizzata dall’impatto olfattivo sottovento. Si inverte ora la rotta con la sistemazione della cava di Carpeneto, progetto autorizzato dalla Regione nell’ottobre 2020. Realizzata la regolarizzazione delle pendenze del massimo al 30% e del fondo, dove favorisce lo sgrondo delle acque meteoriche una pendenza dell’1%. Il tutto è stato inerbito, mentre un argine separa la cava dalle scarpate della discarica.

«Circa il futuro dell’area – dice la presidente Midolini – stiamo monitorando l’evoluzione delle incentivazioni delle energie rinnovabili necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e dal Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima)». Tra le ipotesi, un parco fotovoltaico o una discarica per inerti.

Il Comune di Pozzuolo non ha solo la ex Praedium da bonificare: ci sono l’ex Modoletto a Zugliano e l’ex Soceco nel capoluogo, i cui lavori inizieranno a breve grazie a un sostanzioso contributo regionale. —

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