Bollette troppo salate La mobilitazione di negozi e imprese

I commercianti si rivolgono al Comune: tassazioni da ridurre L’assessore Serato: valuteremo eventuali margini in bilancio



/ san giorgio di nogaro


Fare chiarezza sulle verifiche effettuate lo scorso anno sulla tassa rifiuti (Tari), le cui onerose bollette stanno mettendo in difficoltà molte ditte e commercianti di San Giorgio, ma anche ritoccare al ribasso le tasse comunali. È quanto chiedono con forza gli operatori economici e le piccole ditte locali, fortemente pressate dalle ultime bollette della Tari, che hanno avuto aumenti del 20 e 30 per cento creando non pochi problemi a chi ha già vissuto momenti difficili a causa della pandemia.

Sono proprio questi operatori che chiedono anche alla nuova amministrazione comunale di rivedere al ribasso, per quanto possibile, le tasse comunali affinché il locale commercio e le piccole ditte non debbano soffrire ulteriormente. «Stiamo prendendo in mano le varie situazioni – spiega l’assessore Sara Serato –. Con l’inizio del nuovo anno affronteremo anche questi problemi. Se ci saranno i margini nel bilancio comunale, lo faremo volentieri. Per quanto riguarda la Tari, vedremo cosa è stato fatto e cosa fare».

A parlare della situazione del commercio sangiorgino sono Clara Smilzotti e Nicola Acampora, portavoce del centro commerciale naturale San Zorz. «È un polo commerciale importante nella Bassa – spiegano –, con un bacino di utenza per 20 mila persone, che non ha nulla da invidiare ad altre realtà. Nella nostra cittadina sono presenti importanti attività che non si trovano altrove, legate soprattutto alla professionalità dei titolari. Quello che manca è l’unione tra commercianti, che ci impedisce di valorizzare queste realtà. Con la passata amministrazione alcune cose sono state fatte ma poi tutto si è arenato a causa della pandemia. Alla nuova amministrazione – aggiungono – chiediamo un impegno sulla questione tasse comunali, ma soprattutto di verificare la situazione della Tari, diventata insostenibile da affrontare economicamente. Oggi il commercio è in crisi. Ci si deve rimboccare le maniche e mettersi in gioco ogni giorno, perché se lavora uno lavoriamo tutti». —

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