Lavori pagati e mai fatti Roro, ora il Comune cerca un’altra impresa

IIl sindaco: «Una causa per riavere i 30 mila euro versati Completeremo l’opera per il nostro percorso ciclopedonale»

PRATA

Strada del Roro: via all’accertamento tecnico preventivo mentre l’amministrazione valuta le strade per portare a termine l’opera.


Il sindaco Dorino Favot rompe il silenzio sull’argomento e afferma: «La causa procede e la nostra intenzione è quella di portare avanti i lavori affidando il completamento dell’opera a un’altra ditta».

La “grana” Strada del Roro, il percorso naturalistico ciclopedonale ideato per collegare in sicurezza le frazioni di Ghirano e Villanova, scoppia all’inizio di quest’anno quando l’amministrazione risolve il contratto con la ditta appaltatrice che non ha concluso l’opera entro i termini pattuiti. I lavori, consegnati nel giugno 2020 all’impresa Ices costruzioni di Martignacco, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 22 gennaio di quest’anno. Oltre al danno la beffa: secondo gli uffici comunali il Comune avrebbe già anticipato all’impresa circa 30 mila euro di lavori mai eseguiti. L’amministrazione ha cercato quindi in prima battuta un accordo bonario con l’impresa. «Gli inadempimenti contrattuali dell’impresa sono risultati gravi, innumerevoli, ripetuti e circostanziati, tutti già contestati all’appaltatore e tali da determinare l’amministrazione ad assumere la decisione di risolvere il contratto, al fine di procedere con l’affidamento dei lavori non eseguiti mediante un altro appaltatore», sostiene in via ufficiale la giunta Favot. Proprio l’impresa aveva chiesto un incontro per trovare un accordo al fine di evitare la vertenza legale ma il tentativo di conciliazione è fallito. La giunta ha quindi deciso di procedere legalmente con la richiesta di un decreto ingiuntivo nei confronti dell’impresa. Per questo ha intrapreso la strada dell’accertamento tecnico preventivo – che verrà presto eseguito – davanti all’autorità giudiziaria affinché venga esattamente quantificata la somma dei danni subiti sulla base dell’effettivo stato di consistenza dei lavori, a cui andranno aggiunte penali ed eventuali altri aspetti.

A curare in tribunale gli interessi del Comune sarà l’avvocato Elena Feresin, con studio a Gorizia. L’importo contrattuale dell’appalto era di 290.603 euro (l’opera complessivamente ha un costo di 465 mila euro).

L’amministrazione Favot contesta all’impresa di aver incassato circa 30 mila euro per lavorazioni mai eseguite. «Dalla contabilizzazione dell’appalto è emerso che sono stati registrati importi relativi a lavorazioni non eseguite, ma pagate indebitamente all’impresa senza che quest’ultima, più volte sollecitata, restituisse l’importo non dovuto – sottolinea la giunta nell’apposita delibera che dà il via all’azione legale – L’allora direzione lavori non ha fornito lo stato di consistenza come richiesto. I molteplici tentativi per una soluzione concordata e partecipata non hanno avuto alcun esito». —



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