Peresson: «I soldi di Imu e Ici non cancellano i fondi persi»

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Stu Makò in liquidazione, i 500 mila euro di Imu e Ici non versata che recupererà il Comune di Cordenons non cancellano i soldi persi in tutta la vicenda societaria. Lo fa notare il consigliere di minoranza, Paolo Peresson (misto).


«Dal sindaco Andrea Delle Vedove – sottolinea – arriva la notizia che entreranno in cassa 500 mila euro dalla liquidazione della Stu Makò». La notizia è buona, ma solo in parte. «Si tratta di crediti già iscritti a bilancio – ricorda Peresson – che, essendo il Comune un creditore privilegiato, spettano di diritto. Mancano ancora, in ogni caso, gli atti della definitiva risoluzione del concordato, a meno che non intervengano ricorsi». Peresson non dimentica che il Comune è anche e soprattutto socio della Stu Makò. «Sotto questo profilo l’esito del concordato è assai insoddisfacente – puntualizza –. Il valore della quota societaria rappresentata dal parcheggio antistante il vecchio cotonificio (1,2 milioni di euro all’epoca) viene completamente azzerata». Il bilancio è negativo. “Cordenons perde 1,2 milioni di euro di capitale – dice il consigliere –, perde un parcheggio d’importanza strategica e, soprattutto, perde l’iniziativa del recupero dell’area».

L’amministrazione poteva fare di meglio, almeno in due occasioni: «La prima, nel 2014, quando la giunta leghista Ongaro chiese un parere legale pro veritate che recitava “chiaramente come, in caso di inadempimento, la Stu avrebbe dovuto agire legalmente nei confronti della Provincia (chiamata a finanziare il polo scolastico, ndr), con richiesta di risarcimento dei danni». La società invece non lo fece, «e tanto meno il socio Comune». La seconda opportunità è stata, tra il 2020 e il 2021, quando, secondo Preresson esistevano le condizioni affinché il Comune partecipasse all’asta per acquisire l’area. «L’avrebbe pagata poco più di 100 mila euro – sottolinea Peresson –, 600 mila euro il valore dell’ultimo bando meno i crediti, avrebbe convogliato in quel progetto i 5 milioni della Regione per la nuova scuola da Vinci e, soprattutto, avrebbe potuto partecipare al bando ministeriale che dava fino a 5 milioni di euro ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana. Invece è stato un grande pasticcio e un enorme fallimento». —



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