«L’Università della terza età va riavviata al più presto»

«Dal marzo 2020, causa pandemia, le attività dell’Università della terza età (Ute) sono state sospese. A un anno e mezzo di distanza lo sono ancora per la necessità di mettere in sicurezza, ad opera del Comune, lo stabile di via Baiamonti con un piano che preveda l’adeguamento della struttura alle norme di sicurezza e di efficientamento energetico».

A esprimere preoccupazione Adriana Fasiolo, consigliere comunale del Pd. «È altamente probabile che i lavori, non ancora iniziati, si protraggano per diverso tempo - puntualizza -. Per la realizzazione dell’adeguamento complessivo, il Comune ha segnalato che il piano di riammodernamento e la messa in sicurezza confluiranno in un unico lotto di interventi, ma senza indicare i tempi necessari».


Una premessa per arrivare al dunque. «L’Ute ha più di 500 soci e decine di docenti e ha un alto valore sociale e culturale, essendo un importante e prezioso strumento di socializzazione. La sospensione delle attività ha, inevitabilmente, creato un vuoto socio-culturale per la dispersione delle centinaia di persone, soprattutto anziane, che frequentavano i corsi».

Da qui, la richiesta della tempistica dell’intervento e «se vi è la volontà di trovare soluzioni logistiche alternative al Polivalente per l’organizzazione dei corsi, tenendo conto della tipologia dell’utenza. Chiedo si individui una o più sedi centrali e di facile accesso». —



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