La Riviera Friulana si spacca De Nicolò nuovo presidente

Il sindaco di Precenicco eletto senza i voti di Latisana, Ronchis e Rivignano Teor Nove Comuni bocciano l’ipotesi di una gestione di transizione della Comunità

latisana

La Comunità Riviera Friulana si spacca sulla votazione sulla scelta del presidente: viene eletto il sindaco di Precenicco Andrea De Nicolò, con i voti di 9 dei 12 Comuni che fanno parte della nuova realtà che ha preso il posto dell’Uti, ed è subito polemica. Non hanno votato Latisana, Ronchis e Rivignano Teor, mentre si sono coalizzati sulla candidatura di De Nicolò, Palazzolo dello Stella, Precenicco, Lignano Sabbiadoro, Muzzana del Turgnano, Pocenia, Porpetto, San Giorgio di Nogaro, Carlino e Marano Lagunare.


Il neo presidente De Nicolò getta acqua sul fuoco, sostenendo che «ho dato la disponibilità a svolgere la funzione di presidente, mi hanno votato e ora porterò avanti questo incarico, perchè ritengo che la Comunità vada costruita giorno per giorno, vada riempita di contenuti. Ognuno dei 12 Comuni aderenti è libero di scegliere autonomamente quali servizi far gestire in forma associata: se qualcuno sceglie di non farlo non c’è alcun problema. Io ho il massimo rispetto per tutti e sono disponibile a ogni confronto».

Dura la reazione del sindaco di Marano Lagunare, Mauro Popesso, che attacca il Comune di Latisana, «entrato come un elefante in un negozio di cristalli nella Comunità ottenendo come risultato che quasi tutti i Comuni si sono coalizzati contro. Il sindaco De Nicolò – rimarca – che si è reso disponibile a ricoprire l'incarico, ha raccolto il voto dei Comuni piccoli e medi come San Giorgio perchè si impegnava a portare avanti il progetto di Comunità. Latisana invece, per voce del sindaco Lanfranco Sette, proponeva un presidente di transizione per un anno, in quanto ha bisogno di tempo per valutare cosa fare della Comunità e dei servizi che offre perdendo del tempo che noi Comuni piccoli non possiamo perdere. Il sindaco Sette si era anche proposto come candidato presidente, ma poi ha ritirato tutto. Non c’è bisogno di traghettare nulla, noi piccoli Comuni abbiamo bisogno di partire dall’1 gennaio 2022, per dare servizi ai cittadini in quanto le nostre strutture non sono in grado di farlo. Tutto quello che riguarda la Comunità è stato dibattuto e non può essere rimesso in discussione perchè lui è sindaco da due mesi. In realtà Latisana vuole la centralità con tutti gli altri Comuni subalterni».

Ma Lanfranco Sette non ci sta e ribadisce che «non c’era nessun candidato che avesse un progetto e un programma, e noi su questi vogliamo confrontarci; ci sono problemi legati alle funzioni - vedi l’indizione del bando per il direttore generale che si è dovuto ritirare in autotutela con già 24 candidati -. Ma anche l’ostilità che si percepisce verso Latisana; giusto per capire si è portato via un ufficio importante per destinarlo altrove. Questo è un rischio concreto di indebolire Latisana e io non ci sto, ne devo rispondere in Consiglio e ai miei concittadini. Non si vuole emarginare nessuno, ma se mi chiedono di penalizzare Latisana dico no». —



Video del giorno

Metropolis/15, Bonino: "Casellati ha esposto la sua persona e l'istituzione che rappresenta. Non si fa"

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi