Sci di fondo in Valcanale Apre la scuola Alpi Giulie

/ malborghetto

Una nuova scuola per lo sci di fondo in Valcanale, anche se figlia di un’esperienza lunga 36 anni. Si tratta della neonata Scuola italiana di sci Alpi Giulie, con sede a Valbruna. La novità nasce dall’idea di alcuni nomi storici delle discipline nordiche in zona, i fratelli Eddy e Loris Macor, Antonella Bidinot e Renzo Vuerich, che ha assunto le cariche di presidente e direttore. I soci sono 9: oltre ai quattro citati, ci sono anche Manuela Tarmann, Andrea Alessio, Pietro Pertoldi, Valter Tedesco e Daniele Catracchia. Da sabato, con l’apertura dei primi anelli innevati per il fondo, anche la neonata realtà potrà “entrare in funzione”. La Alpi Giulie prende spunto dalla lunga esperienza della Scuola sci di fondo di Camporosso, fondata nel 1985 da Remo Macor, Miriam Buzzi e Guido Pittino. Ora, con rinnovata denominazione, punta a diventare un riferimento da Tarvisio a Pontebba. Dopo la perdita di due figure chiave per il fondo in Valcanale – Remo Macor e Mariano Malfitana –, è stato deciso un rilancio, cercando di attrarre nuovi maestri, possibilmente giovani. Una missione andata in porto. «La creazione della nuova scuola parte dalla grande richiesta per lo sci di fondo, diventata dirompente durante lo scorso inverno dopo il lockdown – racconta il consigliere Eddy Macor –. A ciò bisogna unire altri fattori, come lo sviluppo della Val Saisera grazie alla pista intitolata a Pierino Di Lenardo e dotata di innevamento artificiale».


Vicino all’anello la scuola ha la sua sede, in una parte dell’edificio che già ospita gli spogliatoi al servizio del tracciato. «Abbiamo voglia di operare in tutta la vallata, per rilanciare le discipline nordiche, sempre più gettonate – aggiunge Macor –. Tra i nostri obiettivi, anche la collaborazione con gli sci club e le scuole. Le istituzioni, Regione in primis, hanno dimostrato di credere nelle potenzialità del fondo, con nuovi investimenti e c’è una proficua collaborazione con Promoturismo, che si occupa di battere le piste». La Scuola italiana di sci Alpi Giulie – che un potrebbe anche aprirsi a discipline diverse dal fondo – sarà operativa sui 45 chilometri di piste del comprensorio e, già dal weekend, dovrebbero essere una quindicina quelle a disposizione degli appassionati. «Con questa realtà – conclude Macor – potremo dare risposte anche ai giovani che hanno studiato qui e vogliono rimanere in valle a lavorare». —

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